Riordino dei Municipi, maratona in Campidoglio

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Sono iniziate ieri le consultazioni con i capigruppo di tutte le forze politiche presenti in Campidoglio sul riordino dei confini dei Municipi e sul nuovo statuto e regolamento capitolino.

«Come per i precedenti due decreti per Roma Capitale, approvati in assemblea all'unanimità – ha specificato Francesco Smedile, consigliere Udc di Roma Capitale e presidente della Commissione Riforme Istituzionali per Roma Capitale, l'esame dei documenti avverrà in Commissione, luogo deputato all'attività di confronto e di sintesi condivisa. Ad oggi – ha concluso Smedile – sono ottimista che anche per questa volta non ci sarà due senza tre».

Nel corso di un incontro, lunedì, è stata confermata anche dal sindaco e dalla maggioranza la volontà che sia la Commissione presieduta da Smedile a formulare la proposta per l'aula. Il percorso prevede la riduzione dei Municipi da 19 a 15. Resta in piedi la soluzione avanzata da Gianluca Quadrana, ma "depurata" dalla cosiddetta City, quella che prevede in sostanza la fusione dei Municipi I, II, III e XVII, ma senza un'autonomia amministrativa sul modello della City londinese, e poi unione dei Municipi VI e IX.

Formalmente il 2 dicembre scadrà il termine entro il quale Roma Capitale deve varare la riforma, pena l'intervento del prefetto. Ma se i lavori procederanno speditamente Giuseppe Pecoraro non dovrebbe avere difficoltà a concedere qualche altro giorno, magari fino a Natale. C'è da ricordare, poi, la proposta di legge di iniziativa popolare che ha come oggetto “Istituzione della Città Metropolitana di Roma Capitale e il riordino della Provincia di Roma”, presentata lo scorso 12 settembre alla Corte di Cassazione.

Oltre a Giovanni Azzaro (movimento Grande Sud), l'hanno firmata Pasquale Calzetta, presidente del XII Municipio, Gianni Giacomini (XX Municipio), Alfredo Milioni (XIX), Antonella De Giusti (XVII Municipio) e Dario Marcucci (III Muncipio): secondo i promotori «la soluzione proposta dal Governo genera un “mostro giuridico”, un nuovo ente inutile, senza risorse né poteri: una sorta di ibrida “Provincia Metropolitana». Secondo questa tesi ai Municipi verrebbe ancora tolta la responsabilità del governo dei loro enormi territori. Infine va segnalata la raccolta, tuttora in corso, della 50.000 firme necessarie per portare in Parlamento la proposta di legge perché venga approvata in tempo utile e/o venga recepita come emendamento dal Governo o dal Parlamento.

Tiziano Pompili