La nuova ondata di studenti in lotta

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Una nuova giornata di proteste e slogan lontano dai banchi scolastici. Questa è l’affollato calendario di molti studenti in questo burrascoso novembre capitolino. Ieri mattina infatti al grido di “Futuro, lavoro occupazione: questo è il sogno di una generazione” sono scesi nuovamente in piazza migliaia di giovani per protestare contro i tagli del governo alla pubblica istruzione.

Il corteo partito da piazza Santa Emerenziana si è diretto verso via Novella per poi raggiungere Villa Chigi, tappa finale della manifestazione. Striscioni, bandiere, fumogeni e slogan cantati a squarciagola hanno caratterizzato l’evento portato avanti principalmente dagli studenti degli istituti Avogadro, Giulio Cesare e Montessori che, esibendo uno striscione con su scritto “La scuola siamo noi non vogliamo avvoltoi” hanno guidato i coetanei in questa marcia di protesta.

«E’ ora di finirla. Non siamo più disposti a passarci sopra. Dobbiamo riprenderci il nostro futuro», spiega Maria, una delle studentesse presenti al corteo. Una marcia che nel suo passaggio ha coinvolto anche chi evidentemente sente la protesta nonostante abbia qualche capello bianco in più, come dimostrano i cori di incitamento lanciati all’indirizzo dei ragazzi e gli applausi piovuti dai balconi delle palazzine. E mentre il grosso della protesta sfocia nelle strade della città, con i prevedibili disagi alla mobilità locale, continua l’ondata di occupazioni studentesche in buona parte delle istituti superiori romani (circa 20 già quelli in mano ai ragazzi) che, come le tessere di dominio ben progettato, stanno cadendo uno ad uno.

Ieri infatti sono stati occupati il Manara, il Russell, il Cavour, il Virgilio e l’Augusto con gli studenti di quest’ultimo istituto che per tutta la notte hanno richiamato l’attenzione degli ignari automobilisti con slogan e bandieroni ostacolando il traffico di via Appia Nuova.

E mentre ieri pomeriggio è stato inscenato anche il “Funerale della scuola” sotto la regia degli studenti del Macchiavelli, sabato è in programma l’evento clou con una grande mobilitazione che in Piazza della Repubblica chiamerà a raccolta studenti, associazioni cittadine e comitati di base della scuola e che dietro l’urlo di “Scendi giù, manifesta pure tu”, hanno tutta l’intenzione di far giungere la propria voce alle orecchie giuste.

Davide Liberatori