Una “city” alla romana

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La mediazione di Francesco Smedile, presidente Udc della Commissione capitolina riforme istituzionali, sembra aver dato i suoi frutti e aver scongiurato in extremis l'intervento del prefetto. A meno di colpi di scena nel Consiglio comunale, infatti, sembra essere stato trovato l'accordo per l'approvazione della nuova mappa delle ex circoscrizioni di Roma che per legge devono ridursi da 19 a 15.

Tutto questo a pochi giorni dalla scadenza formale dei termini (10 dicembre). L'ideale di Smedile, in sostanza, prevede un grande centro storico, che comprenda Prati e San Giovanni, e l’accorpamento dei Municipi più piccoli con quelli confinanti. Oggi la proposta finale sarà approvata dalla Commissione riforme con l'obiettivo di portarla in Campidoglio la prossima settimana. L’assemblea capitolina dovrà approvare per due volte (sempre con maggioranza dei due terzi) la nuova mappa, che va consegnata formalmente in Prefettura entro lunedì 10 dicembre: alle prossime amministrative si dovrà votare già per 15 Municipi.

Fa discutere moltissimo, in queste ore, il futuro “disegno” del centro storico: il nuovo Municipio I, infatti, aggiungerà all’attuale territorio all’interno delle Mura Aureliane quello del XVII, che comprende i quartieri Prati e Borgo (come richiesto dall’opposizione), ma anche una importante fetta dell’Appio: quella che molti romani conoscono come quartiere San Giovanni. Un'idea che il consigliere provinciale del Pd Giuseppe Lobefaro non approva affatto. «Senza chiarezza su reali competenze, risorse e ruoli dei municipi il loro accorpamento non può che portare disagi e caos amministrativo. In particolare, il nuovo mega-municipio I sarebbe soltanto un Frankenstein ingovernabile. La ridefinizione astratta dei confini delle ex circoscrizioni, senza una riforma dell’area metropolitana che trasformi i municipi in Comuni metropolitani, è l’ennesima beffa nei confronti dei governi di prossimità, le istituzioni territoriali più vicine ai cittadini». Secondo Lobefaro la fretta del Campidoglio partorisce idee miopi. «Pur di evitare l’intervento del Prefetto – aggiunge -, il Comune di Roma pensa di procedere ad un precipitoso smembramento dei municipi in base a criteri politici e senza tener conto delle specificità e diverse esigenze dei territori.

La discussione indispensabile sulla trasformazione del ruolo politico ed amministrativo dei municipi è rimasta lettera morta mentre l’assetto dei municipi avrebbe dovuto necessariamente seguire la definizione della loro funzione. E’ invece chiaro, anche vedendo le liste apparse in questi giorni – conclude Lobefaro -, come l’attenzione sia piuttosto concentrata sull’individuazione di nomi più o meno credibili per governare dei municipi senza poteri». Di tutt'altro avviso il commento di Luca Aubert, capogruppo Pdl al Municipio XVII, che manifesta con piena condivisione tutto il sostegno alla decisione intrapresa dall’Amministrazione Alemanno. «In questo modo si va a completare ed ultimare un progetto di riunificazione territoriale tra il centro e la città storica, pienamente condivisibile. Ancora una volta l'amministrazione Alemanno dimostra, tramite questi atti di indirizzo politico, tutta la sua competenza, imparzialità ed amore per la nostra città».

Tiziano Pompili