Col marito defunto in casa: anziana senza assistenza

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Ben tre giorni per rimuovere una salma. Nel Municipio III anche morire dignitosamente diventa un lusso per pochi. Il protagonista di questa terribile vicenda è un anziano di 79 anni, che ha avuto l’unica colpa di spegnersi in una famiglia povera. Il pensionato, infatti, è deceduto sabato nella sua abitazione di via Corvisieri 13, nel cuore del quartiere Lanciani, ma la salma non è stata subito portata via.

Ci sono voluti tre giorni e molte segnalazioni alle forze dell’ordine e al Comune per restituire dignità al cadavere e ai suoi familiari, sotto shock. Questo perché i parenti della vittima non potevano permettersi un’adeguata sepoltura e il Comune non ha voluto inizialmente saperne di prendersi le responsabilità di ciò che stava accadendo.

Una residente di via Corvisieri racconta: «Abbiamo chiamato il Campidoglio chiedendo chi dovesse occuparsi di portare via il cadavere, visto che la famiglia è disagiata e non aveva la possibilità di farlo da sé. Il Comune ci ha detto di chiamare i vigili del fuoco e questi ci hanno pregato di contattare i carabinieri e alla fine pure gli assistenti sociali. L’hanno portato via poco fa, dopo tre giorni. Dopo varie segnalazioni è venuta la polizia. Hanno fatto a scarica barile. Il Comune, in particolare, l’ho chiamato io e ci ha detto di chiamare i carabinieri. I familiari non sapevano come fare, anche perché la moglie del deceduto è anziana e sotto shock per l’accaduto. Le istituzioni non si sono rese conto della situazione e del disagio, è evidentissimo. Nessuno sapeva bene cosa andasse fatto».

Un’altra residente della via, scossa, dichiara: «Nel portone si sentiva puzza di cadavere in stato di putrefazione. Immaginate la povera famiglia sconvolta dell’anziano, obbligata a convivere tre giorni con il morto in casa».

Federica Terramoccia