Voragini da record. Ostia maglia nera per dissesto e “somme urgenze”

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Arterie pericolose, dissestate, rese malsicure dalla presenza di voragini e dossi. Strade dove automobilisti e centauri rischiano la vita per l’affiorare delle radici degli alberi. Strade che, come via dei Pescatori, vengono chiuse da un giorno all’altro per la loro pericolosità. Strade che si allagano alla prima pioggia tramutandosi in pantani difficili da attraversare. Strade che “sprofondano”, come è successo ad un tratto di via Canale della lingua.

E come ha denunciato Marco Severa dei giovani Verdi del Lazio. Ma non solo. Sono queste le strade del municipio XIII, molte delle quali assolutamente bisognose di interventi strutturali. Come nel caso di viale di Castelfusano, l’arteria che, già chiusa al traffico delle moto, collega Ostia antica con la via Cristoforo Colombo.

«I lavori sarebbero dovuti cominciare ad ottobre ma siamo già alla fine di novembre e ancora nulla» – dichiara Maurizio Carrozzi, responsabile del circolo Casa della sinistra di Sinistra ecologia e libertà. Era stato proprio l’esponente Sel che lo scorso anno aveva denunciato attraverso una serie di flash mob la situazione di grave degrado in cui versava, e versa, viale di Castelfusano. L’annuncio dell’inizio dei lavori era stato accolto con molto sollievo da tutti i cittadini del Tredicesimo in quanto l’arteria è di importanza strategica per il territorio collegando Ostia antica con la neo-consolare e quindi con i quartieri di Casalpalocco, Infernetto, Acilia, Axa. Ma nonostante le denunce, i flash mob e le iniziative a viale di Castelfusano gli interventi non sono partiti.

«E il municipio XIII gode dello scomodo primato delle strade più dissestate di Roma», spiega Maurizio Carrozzi. «Da parte di Roma Capitale manca una visione strategica. Nessuna programmazione. Nessun piano di manutenzione stradale. L’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera? Parliamo di ‘dilettantismo’. L’assessore – prosegue – è assolutamente latitante: non c’è alcuna volontà di intervenire seriamente». Per l’esponente della sinistra, il litorale romano sarebbe completamente abbandonato nonostante rappresenti una “grande risorsa proprio per la città di Roma”. Sarebbero in corso, nel frattempo, delle indagini da parte della Corte dei Conti su alcune procedure di “somma urgenza” nel municipio XIII, “procedure che tanto piacciono alla giunta Vizzani”, aveva sottolineato Maurizio Carrozzi, proponendo delle soluzione.

«Per risolvere il problema del dissesto stradale, occorre innanzi tutto una pianificazione seria e coscienziosa degli investimenti in materia di manutenzioni stradali: questo è l’unico modo per investire al meglio le risorse pubbliche, tagliando le mani ai possibili sciacalli delle urgenze, valorizzando il territorio e le sue risorse. E risparmiare, migliorare la qualità della vita delle persone, restituendo la dignità urbana che merita il territorio, rendendo più sicure e vivibili le nostre strade, ma soprattutto dando ai cittadini la certezza che una buona amministrazione può coniugare risparmio, efficienza, qualità e non per ultimo trasparenza», sottolineano alla Casa della sinistra. Ma a mettere sotto accusa l’assessore Ghera e l’amministrazione capitolina in tema di viabilità, strategia e progetti anche l’Unione di centro.

E i comitati e le associazioni. Tra queste Art.Ide di Gianluca Cavino e Silvia Grassi che, apprendendo del progetto di costruzione di un mega-parcheggio nella pineta delle Acque rosse, alle spalle del multiplex Cineland, in piena Riserva naturale statale del litorale romano, invita l’amministrazione a preoccuparsi delle “buche” e degli altri problemi del Tredicesimo. Anche il Comitato spontaneo delle donne di Nuova Ostia nel corso della fiaccolata che si è svolta venerdì scorso a piazza Gasparri per protestare contro il degrado nel quartiere ha chiesto, tra l’altro, strade e marciapiedi sicuri. Ed invece via Domenico Baffigo, via del Sommergibile, via della Corazzata sono una groviera.

Maria Grazia Stella

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