I cantieri dell’abbandono

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A voler esser cattivelli il paragone più appropriato sarebbe quello con il più noto dei formaggi svizzeri, ma anche senza cadere in facili ironie, è indubbio che la stato di salute delle strade della nostra città è di quelli da codice rosso.

Infatti secondo le statistiche riportate dal sito www.voragini.it, che funge un po’ da cartina al tornasole sulle condizioni del nostro malato, nel solo anno 2012 sono state registrate ben 80 segnalazioni delle quali 55 variano da buchette a voragini e le restanti 25 conteggiate invece come dissesti di altra natura.

Numeri impressionanti dai quali salta fuori anche un certa democraticità nella distribuzione cittadina dei disagi, in quanto tutti i municipi della città rientrano purtroppo all’interno della lista nera. Una discesa sempre più verso il basso, a giudicare dall’escalation di problemi registrati nel solo mese di novembre: sono ben cinque i casi da porre sotto la lente d’ingrandimento e che viste le dimensioni record, hanno generato non pochi grattacapi alla già turbolenta viabilità cittadina. L’elenco parte il 1 novembre con via Cornelia, nel Municipio XVIII dove a causa delle forti piogge si è aperta una voragine sulla corsia preferenziale nel tratto compreso tra via di Montespaccato e via Suor Maria Agostina con disagi alle linee di autobus 981, 983 e 985 deviate lungo percorsi secondari e con la linea 980, fortemente limitata per diversi giorni.

Da Montespaccato a Monteverde nel municipio XVI, con ben tre situazioni di disagio registrate nella prima settimana del mese: la prima in via della Pisana dove all'altezza del civico 427, in direzione del Gra si è aperto un cratere che ha costretto alla deviazione del traffico privato su viale Luigi Moretti mentre i bus della linea 808 sono stati deviati su Ponte Pisano, via Portuense, via Casetta Mattei, via di Bravetta e via dei Capasso; il 7 novembre invece è la volta di via Ippolito Pindemonte, giudicata intransitabile a causa dell’ennesimo manto stradale saltato alla prima pioggia; il trittico si chiude infine con via Luigi Ronzoni che nel tratto tra viale dei Colli Portuensi e via Giovanni de Calvi è stata chiusa temporaneamente e tutt’oggi è oggetto di lavori di riparazione. La striscia nera si conclude con via Trionfale che circa dieci giorni fa, all’altezza del civico 148 è crollata su se stessa a causa delle infiltrazioni prodotte da un tubo sotterraneo.

Risultato: chiusa la strada in entrambi i sensi di marcia nel punto tra viale Platone e viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto una situazione questa che sembra almeno temporaneamente superata visto che: «E’ circa una settimana che la perdita è stata riparata. Per adesso la situazione sembra reggere» racconta un passante incontrato sul posto. Una situazione di forte precarietà che non risparmia nemmeno i quartieri e le strade del centro cittadino visti i disastri di piazza Albina (un’auto in sosta sprofondata in una voragine di 10 metri per tre e profonda circa 5 metri) e di viale Libia (buca all’incrocio con via Tigrè con riduzione di carreggiata) risalenti a poco meno di un mese fa.

«Una precarietà geologica che peggiora di anno in anno senza che siano nel frattempo sopravvenuti interventi di prevenzione più volte sollecitati dai geologi – dichiara Dario Nanni, consigliere capitolino del PD – Gli strumenti per prevenire ci sono e uno di questi è la mappatura territoriale delle debolezze geologiche di Roma eseguita dall'ISPRA. Come dimostrano i dati la situazione sta assumendo un carattere di emergenza». Un bilancio che l’inverno ormai alle porte rischia di aggravare.

Davide Liberatori

 

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