Mafia, Zingaretti e Grasso incontrano gli studenti (FOTO)

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«Oggi quest'assemblea studentesca con Pietro Grasso, nei giorni in cui gli studenti rivendicano una scuola migliore, ha un senso forte perchè una scuola migliore permette ai ragazzi di diventare persone migliori. E quindi fare lezioni contro la mafia è un modo di aiutare i ragazzi e dar loro gli strumenti critici per capire dove vivono e quindi essere fino in fondo cittadini». Queste le parole del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che questa mattina presso il Cinema Quattro Fontane, ha partecipato alla presentazione del libro "Liberi Tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia" di Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, alla presenza dei ragazzi degli istituti superiori di Roma.

«E' importante farlo qui a Roma e nel Lazio, – ha proseguito Zingaretti – perchè sappiamo che il territorio è stato individuato come terreno fertile per convertire capitali mafiosi. C'è uno scontro aperto e i giovani possono e debbono essere protagonisti di questa battaglia con una rivoluzione culturale. Non bisogna delegare solo alle procure, alla polizia o ai giornalisti ma tutti possiamo fare qualcosa.

Anche per questo – ha spiegato ancora il presidente della Provincia – le 10mila magliette che abbiamo distribuito nelle scuole “Le loro idee camminano sulle nostre gambe”, con il viso di Falcone e Borsellino è un atto di testimonianza civile che da oggi vedrà i giovani ancora più protagonisti. E' bellissimo vedere questi ragazzi indossare questa maglia, con questo messaggio». 

«La mafia – ha aggiunto Grasso parlando con i ragazzi – io l'ho incontrata la prima volta a Palermo da bambino, tutti i giorni vedevo violenze, cadaveri per strada. Questo libro narra storie ed episodi vissuti che sono più utili delle vuote parole per comprendere il fenomeno e farlo rimanere nella memoria, lasciando traccia delle mie esperienze. La mafia – ha concluso Grasso – è un problema sociale, economico e politico, e tutti dobbiamo fare qualcosa per combatterlo».