Tivoli, la battaglia per le terme

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Undici anni per riportare in attivo una società sull'orlo del baratro. E ora potrebbe bastare appena un giorno per cambiare le carte in tavola e ricominciare dal punto di partenza. Il prossimo 18 dicembre a Tivoli si terrà la riunione dei soci di maggioranza per rinnovare il Consiglio delle Terme Acque Albule. Una data che rischia di diventare un “aut aut” per il futuro di tanti lavoratori, perchè potrebbe essere messa in discussione la proprietà.

Dopo la "mala gestio", come fu definita dalla Corte dei Conti nella sentenza del marzo 2002, che aveva condannato alcuni amministratori (ancora al "potere") al pagamento di centinaia di migliaia di euro, la società fu ricapitalizzata. Un socio privato, Sirio Hotel srl, rilevò nel 2001 il 40% delle quote, portando l'azienza in pochi anni a un attivo di bilancio da far invidia al mercato del “benessere”. Nello stesso anno i soci sottoscrissero i "patti parasociali" al fine di regolare alcuni aspetti specifici “in ordine all'amministrazione e al trasferimento delle partecipazioni sociali”.

Tutto filò liscio per dieci anni. Ma oggi il Comune non vuole più rinnovare quell'accordo. La questione nel frattempo è infatti diventata materia di crisi di maggioranza che ha posto il sindaco di fronte a un bivio: o si azzerano le cariche delle società partecipate o saltano gli equilibri interni. L'appello arriva anzitutto dall'Udc, che in più di un'occasione pubblica ha sollecitato il sindaco a prendere provvedimenti in merito. «Forse per qualche interesse a subentrare a un incarico nelle partecipate? si domanda il capogruppo del Pd locale, Francesco Luciani. Non è dato saperlo. Sulla questione vige il più assoluto riserbo in barba agli interessi dei cittadini. Noi però siamo stanchi di questo modo di fare politica e chiediamo chiarimenti al sindaco».

Una cosa è però certa: la Sirio Hotel srl, il socio di minoranza privato, oggi titolare anche della presidenza, non vuole sottostare ai “giochetti” di questa politica. In una lettera datata 16 novembre 2012 indirizzata al sindaco e al segretario Sirio comunica al Comune l'"esercizio dell'opzione Put ex articolo 10". Che stabilisce: «In tutte le ipotesi di mancato rinnovo dei patti parasociali da parte del Comune è riconosciuta a Sirio una opzione "Put" avente a oggetto la vendita delle azioni dalla stessa sottoscrittrice, per un prezzo che sarà determinato in base al valore della partecipazione come stimato da un perito nominato di comune accordo tra il Comune e Sirio e in caso di mancato accordo da un collegio di tre periti di cui due nominati dalle parti e il terzo dal presidente del tribunale di Tivoli». In "soldoni" Sirio vuole cedere le sue quote. A meno di un rinnovo dei patti, ipotesi che sembra però esclusa dagli alleati del sindaco. A Gallotti non resta dunque che acquistare se vuole salvare capra e cavoli.

Ma dove tirerà fuori quei 30 milioni di euro, secondo le precedenti stime di alcuni periti, per portare a termine l'operazione? Il bilancio, secondo i dati dell'opposizione, è in rosso di 2 milioni e 800mila euro ed è ancora appeso a un filo. Proprio domani è stato convocato un Consiglio straordinario per l'approvazione del documento economico, ultimo termine previsto dalla legge prima dell'intervento del prefetto. Un giorno che potrebbe diventare un crocevia importante per la destra locale. O, forse, l’occasione per voltare definitivamente pagina.

Carmine Seta