La voragine dimenticata

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Non ci sono soldi, ok. Almeno stando a sentire Ghera e Alemanno. Ma c’è un limite a tutto. Anche perché sembra che quando la volontà c’è, l’ostacolo viene superato.

Dovrebbe essere addirittura naturale quando si parla di emergenza, come quella cui sono costretti da oltre due mesi i residenti del Pigneto e gli sfortunati automobilisti che si trovano a passare da quelle parti dove, lo scorso 9 settembre, la rottura di una condotta idrica ha causato il cedimento della sede stradale di via Augusto Dulceri, con due auto inghiottite nell’asfalto.

Da quel giorno la strada è transennata e chiusa al traffico, ma di ripristino della condotta e di ritorno alla normalità non se ne parla nemmeno lontanamente. E’ durata due giorni, la speranza dei cittadini, giusto il tempo per vedere gli addetti di Acea scaricare alcuni blocchi di cemento e poi più nulla, perché a quanto pare bisogna intervenire in maniera “pesante” nel sottosuolo o si rischia la ripresentazione della stessa scena a pochi metri di distanza. Insomma un disagio che sembrava dover essere di pochi giorni è diventato quasi abituale e nel frattempo la battaglia del Municipio sembra aver preso una piega “donchisciottiana” visto che le visite in Campidoglio, finora, hanno prodotto solo fumate nere. Non è servito nemmeno invocare la somma urgenza, o presentare la raccolta di oltre 500 firme apposte dai residenti. I negozianti stanno perdendo sempre più la pazienza, perché c’è chi non lavora quasi più.

L’ultima ancora di salvataggio arriva da Gemma Azuni, consigliere capitolino di Sel-Gruppo Misto, che ha presentato una mozione per richiedere che in sede di assestamento di Bilancio 2012 siano reperite le risorse necessarie al consolidamento del sottosuolo nell'area interessata dalla voragine e alla realizzazione di una valutazione idrogeologica del quadrante per scongiurare nuovi possibili incidenti. Era stata la stessa Azuni, nel giugno del 2010, a richiedere l’istituzione di una sorta di “servizio geologico comunale”.

«In aula Giulio Cesare, da parte dell'assessore Lamanda – ha commentato la Azuni – è arrivata solo un’esposizione di freddi numeri. Ovviamente numeri privi di relazione del collegio dei revisori e addirittura della proposta di delibera. Mai e poi mai, in occasione di un appuntamento così importante, l'intera aula consiliare è stata così denigrata e mortificata. Evidentemente l’assessore Lamanda vede i consiglieri comunali come semplici esecutori: ha capito proprio male». Parole che non fanno ben sperare, in vista dell’approvazione del documento definitivo. Le cifre snocciolate parlano di “investimenti per somme urgenze pari a 7.472.371,58 euro”: oggi si saprà se in mezzo c’è anche la voragine di via Dulceri.

Diego Cappelli
 

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