Colle Mattia, la stazione “far west” dove l’incuria è di casa

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«É una situazione insostenibile e vi posso giurare che tra gli utenti che usufruiscono della stazione ci sono madri e padri disposti ad occupare i binari, a discapito della propria fedina penale, affinché qualcuno intervenga per risolvere i loro disagi». Il grido d’allarme è di Marco Chiavacci, uno dei tanti sfortunati pendolari che partono dalla stazione di Colle Mattia, estrema periferie del Municipio VIII di Roma.

Il problema numero uno è il parcheggio che manca, deve essere real zzato da anni su una grande area ad oggi piena di erbacce incolte: i pendolari parcheggiano su via della Lite o via di Colle Mattia, e non è raro, di ritorno, trovarsi i vetri dell’auto rotti o le gomme bucate. «E’ successo anche a me. – spiega Giulio Manca, presidente del comitato dei pendolari – E voglio aggiungere che c’è un’area di stoccaggio di proprietà delle Ferrovie dello Stato chiusa e inutilizzata. Chiediamo di poter usare quella prima che il Comune realizzi il parcheggio definitivo».

Parcheggi a parte, c’è il solito degrado e la solita sporcizia che regnano nelle periferie romane. E ancora, bagni chiusi e biglietteria rotta: «L’alternativa è andare all’edicola distante 3 chilometri», spiega Marco Chiavacci. Per chiudere la mancanza di un sistema di videosorveglianza e la corrente che spesso se ne va, lasciando la stazione al buio completo, vista la mancanza di lampade d’emergenza. I residenti sono stanchi insomma, pochi giorni fa hanno fatto una sorta di manifestazione invitando anche una tv locale, e sono pronti ad azioni eclatanti.

Davide Lombardi