Giù le zampe dalla colonia felina

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La colonia felina di Torre Argentina resta dov’è. Gridano vittoria gli animalisti e in primis Monica Cirinnà, responsabile delle politiche animali del Pd Lazio. Dell’ipotesi di “sfratto”, che aveva provocato le mobilitazioni di diverse associazioni, si era occupato addirittura il New York Times e alla fine una soluzione condivisa lo ha cancellato.

«I gatti di Roma sono un tutt’uno con il nostro patrimonio storico archeologico e continueranno a esserlo» ha affermato la Cirinnà che ha ringraziato il sovrintendente Broccoli «per aver sostenuto e lavorato a una soluzione condivisa ed equilibrata che, nel prevedere il ripristino originario dei luoghi archeologici, non cancellerà del tutto la presenza ultra decennale dei volontari i quali potranno rimanere all’interno del sito archeologico per assistere i gatti».

«Guai a chi tocca i gatti di Roma – ha sottolineato il sindaco Gianni Alemanno sul suo blog -. Questi animali non possono essere messi in discussione, sono parte della storia di Roma e coloro che li aiutano devono essere ringraziati: si tratta di persone che hanno una grande passione per gli animali e rendono un servizio alla città».

Chiuso un capitolo, se ne aprono altri. Il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma, capogruppo de “Il Trifoglio-Popolo della Vita” chiede al primo cittadino di mantenere le promesse fatte sulla colonia felina di Porta Portese. «Ero stato rassicurato dalla maggioranza del sindaco su un nuovo stanziamento di fondi, dopo che quelli precedenti erano stati tagliati, per ovviare alla mancanza di un impianto elettrico» che porterebbe allo sgombero. Sotto sfratto anche il canile di Vitinia ex Poverello.

Tiziano Pompili