Porta Pia, il parcheggio delle buche

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Sempre più difficile parcheggiare a Porta Pia. Oltre ad essere un’impresa trovare un luogo in cui posteggiare la propria auto, risulta anche difficoltoso farlo nei pochi spazi che lo consentono. Infatti, a pochi metri da via Corso d’Italia, è situato un parcheggio che presenta il marciapiede dissestato in molti punti.

Ad aggravare la situazione alcuni tronchi d’albero con le radici quasi interamente in superficie. Il problema sussiste sia per chi transita con la propria vettura, che per i pedoni che si trovano in quella zona, molto trafficata anche perché di fronte al parcheggio sono ubicati alcuni bar, frequentati soprattutto nelle ore diurne.

«Venivo ogni giorno a pranzare in uno di questi bar, visto che lavoro non molto lontano da qui. Ma da qualche tempo a questa parte preferisco andare altrove perché non riesco a trovare parcheggio. L’unico è questo, ma ho paura di rovinare la macchina. È pieno di radici», racconta Antonietta. «Sono residente in questa zona e sono costretto a parcheggiare l’auto qua. Ma ogni volta che cammino da queste parti devo avere cura di ricordarmi che il marciapiede è malridotto. Una volta ho soccorso una signora anziana che, appena scesa dalla sua automobile, è caduta a terra. Per fortuna non si è fatta troppo male, ma chissà se ad altri è andata peggio», testimonia Alessandro.

La zona di Porta Pia è molto frequentata, soprattutto perché convoglia le strade che portano verso la stazione Termini e rappresenta per questo un punto strategico. «Sul marciapiede davanti al cinema Europa ci sono sempre alcuni senzatetto che chiedono l’elemosina. Sembra brutto, ma io per evitarli preferirei passare dal parcheggio: non lo faccio perché ho paura di inciampare in qualche radice. In più è sempre sporco, ci sono cartacce e residui degli indumenti dei barboni stessi. Ci ho rinunciato, non transito più per di là».

Tuttavia, la situazione non sembra meravigliare altri residenti della zona, che sono abituati da anni a camminare in strade piene di rifiuti ed abbandonate a se stesse. «Figuriamoci se mi scandalizzo. Vivo qua da tantissimo tempo e sono consapevole del fatto che la situazione non cambierà mai. Figuriamoci con Alemanno e compagni», aggiunge un passante.

Federica Terramoccia