Quei palazzi dimenticati

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In pieno centro, fra gli scheletri della Roma antica, si aggirano anche i fantasmi. Non hanno lenzuola bianche e non fanno paura, sono fatti di quel materiale che tutto muove e tutto comanda nella città eterna, il dio mattone. E’ la miriade di edifici inutilizzati, abbandonati da anni all’incuria e al degrado. L’obiettivo dell’Assemblea Giovani al Centro è scovarli, per questo il collettivo che ha recentemente occupato il cinema America a Trastevere ha disegnato una mappa degli spazi, pubblici o di pubblico utilizzo, abbandonati.

Oltre 50 edifici, gran parte dei quali a Roma centro (è lì che vive e agisce il movimento), e una mappa in continua evoluzione, aperta a tutte le segnalazioni. ‹‹Vogliamo capire quanti spazi vuoti ci sono, perché sono vuoti e chi ci guadagna. – spiega Davide, un ragazzo del Virgilio – Tutti questi spazi possono rispondere a diverse esigenze: l’emergenza abitativa, l’offerta artistica a prezzo accessibile, il luogo aggregativo puro››.

Dai locali della Regione Lazio in via del Governo Vecchio al palazzone di proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni in via di Tor di Nona. Dall’edificio del Comune di Roma in via Canova 23 al parcheggio interrato di Porta Pia, dal palazzone in via Cavour 222 al casale con tanto di giardino a due passi dal Circo Massimo. E l’ex Palazzo degli Esami a Trastevere, finito agli onori delle cronache nazionali, il casale Alba2 nel parco di Aguzzano, Tiburtino, recentemente occupato dai residenti. Tantissimi sono i cinema: il cinema America ovviamente, il Metropolitan di via del Corso, chiuso nel 2010, l’Embassy ai Parioli, chiuso dal 2006, e l’Impero, Tor Pignattara, di proprietà dell’Avana srl, più volte occupato dai residenti che hanno raccolto 5mila firme per la riapertura. Il Diamante, sulla Prenestina, anch’esso dell’Avana srl, prima trasformato in bingo e poi chiuso.

E capannoni, ex palestre, la ex fiera di Roma, e storie di sprechi, come quella degli ampi locali seminterrati di via Induno, a Trastevere. Erano adibiti a palestre e dopolavoro per i dipendenti dei monopoli di stato e sono abbandonati da 10 anni. Nel 2003 furono stanziati 160mila euro per una ristrutturazione iniziata e mai finita. Nel dicembre 2008 ci pensarono gli studenti ad aprirli, per organizzare una tre giorni di dibattiti e iniziative culturali e per denunciare lo scempio dell’abbandono: furono sgomberati in meno di 24 ore da oltre 300 agenti antisommossa.

E nonostante le varie promesse, quei locali non sono stati ancora restituiti alla collettività. C’è poi il caso dell’ex ufficio geologico di largo di Santa Susanna , un locale storico soggetto a mire speculative. Realizzato tra il 1873 e il 1879 dall’ingegnere garibaldino Raffaele Canevari, è uno dei pochi edifici in stile liberty della capitale, voluto dall’allora ministro delle Finanze Quintino Sella come “tempio della scienza geologica della nuova Italia”. E’ stato sede di uffici e società geologiche, ha ospitato un’importantissima biblioteca scientifica, un museo agrario e preziose collezioni di marmi, minerali e fossili oggi chiuse al pubblico. Il palazzo, nonostante il vincolo del Mibac, potrebbe trasformarsi in un centro commerciale. La Fintecna, controllata del ministero del Tesoro, ha acquistato dal demanio e ha lanciato un’offerta per attrarre i privati: si sono fatti avanti Pirelli Re, Fingen (leader negli outlet) e il gruppo Maire, e sono previsti investimenti per 200 milioni di euro.

Ma ad oggi è tutto fermo, e l’ex ufficio geologico è solo uno dei tanti fantasmi. Una miriade di spazi inutilizzati che fa a pugni con l’emergenza abitativa e le esigenze di questi giovani che li hanno mappati. ‹‹Il centro è sempre più una vetrina per i turisti, non ci sono spazi di ritrovo per ragazzi svincolati dalle logiche di profitto. La questione è anche di reddito: andare al cinema costa 10 euro, al teatro ancora di più, c’è bisogno di luoghi in cui si può accedere a un’espressione artistica con un’offerta minima e libera››, spiega Davide. E se quegli spazi non ci sono, loro se li prendono, come hanno fatto col cinema America.

Viene da chiedersi se questi abbandoni giovino a qualcuno, o se sia solo masochismo: ‹‹Ci guadagna chi ha paura degli spazi in cui le idee circolano liberamente e in cui gli studenti possono organizzarsi, chi ha interesse economico a tenere chiusi gli spazi per far salire il prezzo di quelli che si hanno a disposizione e si possono fittare o vendere, ci guadagna chi proietta un film a 13 euro e ha paura che gli studenti possano vedere dei film a un prezzo popolare o a costo zero››, risponde Davide.

Davide Lombardi