Voragine di via Comparini, il “bluff” di Ghera

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Emergenza strade, la storia infinita. Nonostante la soluzione positiva di via Dulceri, con il Campidoglio che sembra finalmente aver trovato le risorse per mettere in sicurezza l’arteria, Roma resta capitale di buche e voragini. Clamoroso il caso di via Comparini, quartiere Labaro, dove il cedimento della pavimentazione stradale all’altezza del civico 38, avvenuto nel febbraio del 2010, ha portato alla luce un reticolo di gallerie sotterranee che a tutt’oggi l’Amministrazione non ha provveduto a bonificare.

«In prima battuta sono state utilizzate oltre 100 botti di materiale betonabile al fine di raggiungere una quota tale da permettere la riparazione della condotta idrica – dice Gemma Azuni, consigliere capitolino Sel-Gruppo Misto in una nota – ma questa operazione non ha prodotto alcun risultato a causa del disperdimento dello stesso attraverso il sottosuolo».

Nulla di fatto anche a seguito dell’azione legale che i cittadini del quartiere, danneggiati dalla chiusura di una strada di scorrimento fondamentale e preoccupati della sua stabilità complessiva, hanno avviato e poi vinto nei confronti della Pubblica Amministrazione e di Acea Ato 2. Nonostante l’ordinanza del tribunale da due anni il cantiere non è mai partito. «Non solo – continua Azuni – ma l’Amministrazione non ha fornito alcuna informazione sui tempi necessari per il risanamento e sugli eventuali impedimenti che hanno impedito di procedere alla bonifica. Per questo ho ritenuto opportuno presentare un’interrogazione sulla vicenda, chiedendo al sindaco e all’assessore Ghera quali siano i tempi di realizzazione dei lavori di consolidamento del sottosuolo, di ripristino della via Comparini e quali risorse finanziarie si intendono utilizzare».

Le dichiarazioni trionfalistiche del presidente del XX Municipio Giacomini, che ha annunciato lo stanziamento di 200mila euro utili a chiudere la voragine con tanto di ringraziamento alla Giunta capitolina, non convincono. «Rispetto a questa problematica il Pdl è riuscito a mettere in fila i più inimmaginabili disastri – attacca Marco Tolli, consigliere piddino del XX -. Tre anni di pasticci, nei quali il Municipio è stato violentato da amministratori incapaci e arroganti. Per tre anni i residenti di via Comparini sono stati abbandonati e un intero quartiere ha subito la compromissione della viabilità. Tre anni di diritti negati, nei quali i cittadini di Labaro hanno dato battaglia e difeso i propri diritti attraverso la magistratura. Forse a Giacomini non hanno ancora spiegato che i 200mila euro servono solo a completare le indagini e rifare il progetto – conclude Tolli – in quanto quello promosso dal Municipio, costato ben 50mila euro, è sbagliato. Sistemare il sottosuolo attraverso il riempimento dei vuoti, ripristinare i sottoservizi e la strada costa circa un milione di euro».

«Non si possono abbandonare le periferie come sta facendo l’attuale Amministrazione – aggiunge Azuni – quando si sono spesi tantissimi soldi per riposizionare i sanpietrini del centro storico. Credo che le risorse per la sistemazione di via Comparini si possano reperire anche dal saldo dell’Imu, ma ciò non toglie che si continua a intervenire sulla somma urgenza. La Giunta continua a mancare di lungimiranza e dimostra di avere a cuore le necessità di una sola parte di cittadini. Ghera in questo senso ha delle responsabilità evidenti: non si può avere tanta solerzia nelle problematiche che investono il centro o il “giardino di casa” e tanta trascuratezza quando ci si allontana dal cuore della città. Sono d’accordo con Marroni quando dice che dovrebbe fare un passo indietro. Al di là di questo, i Municipi devono “liberarsi” e tornare ad essere protagonisti sul proprio territorio di competenza: E’ questa la grande sfida che ci attende – conclude Azuni – per la quale prometto di impegnarmi in prima persona».

Diego Cappelli

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