In centro la sfilata di modelli animalisti contro l\’uso delle pellicce (FOTO)

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Sfilata contro le pellicce organizzata dalle associazioni Animalisti Italiani Onlus e Feder Fida per le vie del centro della capitale. Modelle e modelli hanno sfilato su un tappeto rosso per protestare contro l’utilizzo delle pellicce e per fermare la strage di milioni di animali uccisi ogni anno in tutto il mondo. «Occorrono  – si legge in una nota degli animalisti – dai 30 ai 60 animali per una pelliccia di visone, dai 180 ai 240 per una di ermellino, dai 130 ai 200 per una di cincillà, dalle 10 alle 24 volpi per una di volpe. Secondo l’Associazione Europea Allevatori di Pelliccia, EFBA l’Unione Europea è il maggior produttore di pellicce al mondo.

I Paesi membri appartenenti all’EFBA allevano visoni (oltre 26 milioni), volpi (due milioni), procioni e cincillà. L’animale più allevato è il visone, soprattutto in Danimarca (15 milioni), Paesi Bassi (4,75 milioni), Finlandia (2 milioni) e Svezia (oltre 1 milione), ma anche in Italia vengono allevati e uccisi diverse centinaia di migliaia di visoni.Per produrre pellicce – continua la nota – si provocano sofferenza e morte a milioni di animali allevati e a milioni di animali selvatici, ma anche randagi e domestici.

Si stima che per le pellicce di pregio come volpi, visoni, chinchilla, procioni da allevamento si abbattano 60 milioni di animali l’anno, mentre sono oltre un miliardo i conigli uccisi nel mondo (70 milioni nella sola Francia) per farne la pelliccia lapin – allevati appositamente per le pellicce perché le carni non sono commestibili- e inoltre sono circa 60 milioni gli animali annualmente catturati in natura tra linci, volpi, orsi, lupi, uccelli, nonché animali randagi e domestici come cani, gatti, conigli. L’Italia ha incrementato le esportazioni di capi in pelliccia verso l’Est e verso la Cina, quindi dopo un costante calo di produzione dell’ultimo decennio, si registra nel 2011 un incremento di oltre il 20%, con l’abbattimento di 35.000 visoni in più in un solo anno». 

Per questi motivi «le associazioni Animalisti Italiani Onlus e FederFida hanno organizzato una originale sfilata nel centro di Roma con modelli e modelle sexy e bellissime, che hanno sfilato su un tappeto rosso in abiti eleganti e senza pellicce, a dimostrazione che la vera bellezza non si ottiene indossando dolore e morte. Contro di loro, altre modelle mostruosamente trasformate in zombie con indosso pellicce sanguinanti – ha detto Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani Onlus -. Una nuova iniziativa contro le pellicce perché nonostante il difficile contesto economico, la domanda di pelliccia non è mai stata così alta nel mondo».

«Con la sfilata di oggi – affermano gli Animalisti – vogliamo ribadire che è importante non acquistare, non regalare indumenti e accessori con risvolti in pelliccia, come hanno fatto Ornella Muti, Kim Basinger, Pamela Anderson, Lea Massari, Rita Dalla Chiesa, Vladimir Luxuria, Romina Power, Brad Pitt, Richard Gere, Dacia Maraini, Elisabetta Canalis, Alicia Silverstone, Leonardo di Caprio, Giorgio Panariello. Consigliamo l’abbigliamento etico la cui produzione avviene nel rispetto della vita e del benessere degli operai, degli animali e dell’ambiente, come la linea moda di Stella McCartney, animalista, vegetariana e stilista affermatissima».