Riapre il Luneur. Sì, no, forse

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La notizia è storica: il Luneur riapre. Non potrebbe essere altrimenti visto che dal 2 dicembre scorso e fino alla fine del mese di febbraio, presso l'Auditorium Parco della Musica di viale De Coubertin, si potrà sbirciare il parco giochi che verrà grazie a un'area dedicata in cui saranno esposti il progetto architettonico, le immagini del nuovo city park e 3 delle 16 nuove attrazioni meccaniche.

Di dubbi, però, ce ne sono eccome e molti sono gli stessi che cittadini, politici e associazioni del territorio portano con sè dal dicembre 2007, data di indizione del bando di gara attraverso il quale, successivamente, Cinecittà Entertainment si aggiudica la gestione dell’area di proprietà di Eur Spa.

Perché a cinque anni dalla chiusura e a quattro e mezzo dalla stipula del contratto tra le parti ancora nulla è stato fatto: c’era scritto che “il parco doveva essere consegnato lasciato libero e vuoto da persone o cose” e invece le precedenti strutture sono ancora lì tra ruggine e lucchetti; l’area è diventata una delle più degradate della zona tra erbacce, sporcizia, ratti e zanzare e nessuno si preoccupa della disinfestazione e derattizzazione anch’esse comprese nell’accordo ma soprattutto, del famoso bando, per il quale è stato aperto un provvedimento di vigilanza teso a valutare la corretta osservazione dei vari capitoli, non c’è più traccia.

Non hanno avuto risposta le interrogazioni presentate dall’opposizione in Municipio, così come le proteste e le petizioni indette dall’associazione giostrai, che oltre a perdere la propria attività non ci sta a perdere anche la faccia per un progetto che, secondo loro, non è nemmeno quello vincitore del bando originario. «Abbiamo affrontato spesso l’argomento in Consiglio – spiega Andrea Santoro, consigliere municipale del Pd- ma non ci sono mai state fornite le dovute spiegazioni per uno scempio simile. E’ ancora tutto fermo, l’area non è stata nemmeno cantierizzata. Un vero schiaffo per cittadini e turisti all’ingresso della capitale. Cinque anni di degrado, due anni di mancate promesse, bugie e impegni disattesi perché il progetto viene presentato puntualmente a ridosso di Natale, dicendo che per i lavori occorreranno otto mesi, ma poi non se ne fa più nulla. E il presidente Calzetta sbaglia a rimandare la questione esclusivamente ad Eur Spa perché lui stesso si fa promotore del nuovo progetto nelle varie occasioni istituzionali».

«Questo non è il progetto che si è aggiudicato il bando – attacca Saverio Pedrazzini, portavoce dell’associazione giostrai – perché quello prevedeva maggiori tutele per la nostra categoria, come la ricollocazione degli impianti, il mantenimento dello spirito più autentico del vecchio “Luneur” e la fruizione per tutte le fasce d’età. Invece questa “idea”, visto che sulla carta non c’è niente se non un mucchio di brochure, è frutto di un accordo successivo. Il “Family Park” non solo è un progetto discutibile, ma andrà a togliere spazio ai parchi di quartiere come il parco Rosati o quello della Montagnola, creando concorrenza sleale».

L’associazione dei giostrai si batte anche nelle aule dei tribunali, dove ha depositato due esposti, uno per presunto danno erariale. «E’ possibile che una società che per contratto dovrebbe acquisire un’area libera dalle attrezzature già esistenti – conclude Pedrazzini – non fa modificare l’accordo quando si accorge che nulla è stato spostato? E che l’Eur Spa, società pubblica, per il 90% appartenente al Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il 10% al Comune di Roma, accetta di vedersi dimezzare l’importo del canone di locazione senza tra l’altro applicare le penali per il ritardo nei lavori? Eur Spa dovrà fornire le dovute spiegazioni alla magistratura, perché i conti non tornano».

Diego Cappelli