Cartelloni selvaggi Un disastro ecologico

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E' di nuovo altissima la tensione sul sempre delicato e caldo tema dei cartelloni pubblicitari. Ieri il vicepresidente della Commissione Ambiente Athos De Luca ha organizzato una conferenza stampa con le associazioni e i comitati “Basta Cartelloni”, “Cittadinanza Attiva” e Vas in cui ha snocciolato i numeri in suo possesso e ovviamente ha chiamato in causa la «propaganda sul decoro e la lotta all’abusivismo e all’illegalità della Giunta Alemanno». Secondo De Luca negli ultimi cinque anni la città è stata «devastata dalla installazione selvaggia e abusiva di migliaia di impianti pubblicitari, se ne contano ad oggi circa 60 mila, grazie alla “sanatoria” adottata dal Comune in base alla quale con una semplice autocertificazione a pagamento della tassa pubblicitaria, le ditte possono installare i propri impianti». A questo, aggiunge l'esponente Pd, si deve aggiungere la «inconsistente azione di repressione del fenomeno abusivo, con rimozioni simboliche “una tantum” degli impianti e la mancata applicazione delle norme del regolamento e del Codice della strada, malgrado vi siano stati anche gravissimi incidenti di mezzi finiti contro i cartelloni abusivi. Da una stima molto vicina alla realtà – rimarca De Luca -, più del 70% degli impianti pubblicitari a Roma è installato in violazione del Codice della strada e delle distanze previste dal regolamento».

De Luca ricorda poi la bocciatura, da parte del Comune, della raccolta firme presentata dai cittadini sul tema e rimarca «l'assoluta inadeguatezza del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (Prip), privo di scadenze e obbiettivi precisi, che rinvia tutto ai piani di localizzazione, per i quali non vi sono scadenze nè regole chiare. Un Piano che non contempla la inderogabilità ai vincoli paesaggistici e al Codice della strada, non riduce drasticamente il muro degli impianti, non prevede rigorose norme transitorie».

De Luca propone invece l’azzeramento di tutte le concessioni e il ricorso a gara pubblica per le nuove concessioni; l’oscuramento immediato con la scritta del Comune “Manifesto abusivo”, di tutti gli impianti irregolari e/o abusivi. «Il nostro slogan – sottolinea l'esponente Pd – anche per riqualificare e valorizzare il mercato pubblicitario, che oggi è stato declassato e inflazionato, è “pochi piccoli e belli”, come in tutte le grandi capitali europee». E mentre ricorda che il Pd ha promesso dura battaglia in Consiglio Comunale se Alemanno e Bordoni cercheranno di portare in discussione questo Piano, De Luca dà notizia di aver ricevuto «una denuncia intimidatoria, per diffamazione e danneggiamento, a causa della rimozione di un cartellone, malgrado l’impianto fosse abusivo e fosse stato distrutto anche un albero che oscurava la pubblicità. Questo dà l'idea dell'arroganza delle 450 ditte pubblicitarie, nate a Roma. La squallida vicenda – conclude De Luca – si è risolta con la rimozione dell’impianto, la diffida del Comune e una controdenuncia da parte mia». Sempre ieri il presidente della Commissione Commercio e Attività Produttive di Roma Capitale, Ugo Cassone (Pdl), ha ricordato che l'approvazione del Prip «deve essere una priorità» e ha invitato il capogruppo del Pd Umberto Marroni «a metterci la faccia, condividendo il percorso amministrativo di questo provvedimento portandolo in Aula. Il lavoro che abbiamo condotto sul settore delle affissioni – ha spiegato Cassone

– mette mano a una vicenda abbandonata a se stessa dalle passate amministrazioni di sinistra. Con il Prip si prevedono una serie di interventi e regolamentazioni che consentiranno di andare oltre la disorganizzazione ereditata, mappando pubblicamente gli impianti ammessi su tutto il territorio, prevedendo la predisposizione dei