Emergenza Rifiuti : 2013 odissea Malagrotta

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Anche quest'anno Babbo Natale non porterà sotto l'albero dei romani una nuova discarica dei rifiuti. Il miracolo non è avvenuto. Sarà stato forse il peso della profezia dei Maya. O forse l'atmosfera non troppo gioiosa dello shopping. Con il fallimento (l'ennesimo) del bando per portare i rifiuti all'estero non rimane che prorogare Malagrotta. E cioè la discarica di sempre. Presa di mira dall'Europa per le sue dimensioni da record (vedi box in pagina) e i veleni sottostanti la falda (vedi pagina a fianco). L'emergenza dunque continua e non è bastato nemmeno l’annuncio dell’arrivo di un super commissario a risolverla. Ieri il delegato del Governo in carica Goffredo Sottile ha ammesso: «Arrivati a questo punto, pur- troppo la proroga di Mala- grotta ci sarà». L'Ottavo Colle di Roma continuerà dunque – insieme a un altro impianto di proprietà della Colari dell'avvocato Manlio Cerroni – ad accogliere al- meno tre terzi dei rifiuti «tal quale»: circa 3.300 tonnellate al giorno.

Sulla tempistica sarà però battaglia. Come i suoi predecessori Sottile potrebbe optare per i “soliti” sei mesi, ma voci di corridoio parlano di un rinvio ad apri- le, periodo “tecnico” per aprire il nuovo invaso sostitutivo a Monti dell’Ortaccio. Tutto dipenderà dal confronto atteso nelle prossime ore con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ieri alla notizia della deroga si è detto alquanto sconcertato. «Nella legge di stabilità è inserita una norma ad hoc per gestire la transazione dalla situazione dei rifiuti attuale a quella di una situazione che rispetti la legge fondata sul recupero dei rifiuti stessi – ha detto il ministro.

Più si recupera meno rifiuti vanno in discarica e meno costi ci sono. Il fatto che il Comune di Roma abbia pensato a trasferire i rifiuti all'estero e' una soluzione, per quanto mi riguarda, sconsigliabile e il fatto che l'asta voluta da Ama sia andata deserta e' il segno che una soluzione di questo tipo non solo e' complicata ma anche molto costosa. Speriamo – continua – che il Comune di Roma pensi ad una soluzione alternativa più' valida e meno costosa». E per la municipalizzata capitolina la soluzione ci sarebbe. «Oltre alla massima spinta alla raccolta differenziata e alla massima efficienza produttiva degli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) – si legge in una nota di Ama – sono già state avviate le trattative per installare impianti di tritovagliatura e separazione dei rifiuti indifferenziati residui da mandare in di- scarica. Attraverso questo metodo sarà possibile utiizzare gli impianti di smaltimento nel rispetto della normativa di riferimento». « E' questione di settimane ma riusciremo a dare risposte» – ha assicurato ieri Alemanno. Comunque sia, i rifiuti che non andranno al-l'estero dovranno essere trasferiti altrove: si pensa a regioni italiane (quali?).

E queste «spedizioni» di immondizia si tradurranno probabilmente in un nuovo aumento della Ta.Ri., la tariffa sui rifiuti, dopo quelli dell'ultimo anno.

I trasferimenti, infatti, costeranno (è una previsione del Cda Ama) «la spesa complessiva massima presunta di 100 milioni e 800 mila euro, omnicomprensiva ma al netto dell'Iva se dovuta». Spesa che «graverà sul budget aziendale come segue: anno 2013, euro 63 milioni, 31.5 per la gara e 31.5 milioni per la procedura negoziata; anno 2014, euro 37 milioni e 800 mila». Calcoli che non piacciono all’opposizione in Campidoglio. «Sono passati quattro anni e mezzo, Roma è ormai in emergenza tanto che il governo ha istituito la figura del super commissario e l'Amministrazione di destra è ancora agli annunci. Alemanno dovrebbe dimettersi» dice Umberto Marroni, capogruppo Pd di Roma. In allerta, per ora, i comitati, che chiedono l’utilizzo delle discariche esistenti. Secondo uno studio Roma e provincia con i loro impianti potrebbero farcela per almeno sei mesi. Poi ci penseranno il nuovo sindaco e presidente della Regione ad assumersi “finalmente” le proprie responsabilità. Sperando che il vento cambi decisamente rotta.

Carmine Seta