Natale senza casa per 51 famiglie di Primavalle

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Per tante famiglie di Primavalle sarà un Natale pieno di incertezze e povero di serenità.

In particolare per i 51 nuclei che da oltre 20 anni vivono abusivamente in cinque edifici fatiscenti o abbandonati e che aspettano, come il resto dei residenti, che venga rispettato il contratto di quartiere. Fermo ai box da più di tre anni, nonostante il sì traversale della parte politica e l’ok ribadito solo pochi mesi fa dalla presidenza dell’Ater e dall’assessorato alla Casa del Campidoglio.

Del progetto originario, che prevedeva la ristrutturazione delle cinque palazzine in questione e l’assistenza alloggiativa per le famiglie occupanti (al costo di circa 10 milioni di euro), si è deciso di realizzarne solo una parte: in stand by il recupero delle palazzine Ater di via Gasparri, così come quello della scuola media di via Borromeo e via libera al piano più “facile”, con la ristrutturazione dell’ex asilo nido di via Bernardo da Bibbiena. Il bando è stato chiuso e i lavori affidati, ma l’Ater ancora non consegna l’edificio in attesa di “lumi” sul censimento programmato dal Campidoglio, teso a verificare o meglio a confermare la presenza di quattro nuclei familiari nella struttura da recuperare. Operazione iniziata due mesi fa, della quale però ancora non si sa nulla. Come non si sa dove e soprattutto quando le quattro famiglie verranno trasferite.

«Un corto circuito informativo imbarazzante tra i vari enti – dichiara Renato Rizzo, responsabile dell’Unione Inquilini di Primavalle – che rischia di mandare in fumo tre anni di attese. Il ritardo nell’espletamento delle procedure potrebbe anche far saltare il contratto di quartiere, visto che la società cui sono stati affidati i lavori ha minacciato di impugnare il bando e ricorrere contro l’Ater». «Se il censimento è stato fatto, cosa aspetta il Campidoglio a dare assistenza alloggiativa alle quattro famiglie occupanti? – continua Rizzo -. Chiediamo all’assessorato alla Casa del Comune di Roma e al XIX Municipio di coordinarsi e di fornirci al più presto le dovute risposte. Inoltre invitiamo enti e istituzioni a mantenere gli impegni presi negli incontri avuti.

Di promesse non mantenute ne abbiamo sentite fin troppe, in particolare sul fronte delle politiche abitative: aspettiamo da tempo la pubblicazione del bando per la casa, mai venuto alla luce nonostante i numerosi e continui proclami, lo stesso vale per il bando affitti. E c’è gente che continua a vivere con l’incubo dello sfratto».

Diego Cappelli

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