Ariccia, urne appese a un filo: il Consiglio di Stato rimanda la decisione

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La lunga “tiritera” politica di Ariccia non è ancora giunta ad una conclusione. Doveva essere il 14 dicembre il “grande giorno” del verdetto. Era in programma, infatti, la sentenza del Consiglio di Stato sulla validità o meno delle elezioni amministrative andate in scena nel maggio del 2011 e il cui risultato è stato contestato dal primo avversario del rieletto sindaco Emilio Cianfanelli, vale a dire Roberto Di Felice (rappresentante del Terzo Polo) che ha promosso in prima persona questa battaglia legale.

L'attesa del mondo politico ariccino, però, è andata delusa: il Consiglio di Stato non si è espresso sulla tematica e a questo punto, con le festività natalizie ormai imminenti, è più che probabile uno slittamento del verdetto a gennaio. I tempi, tra l'altro, non sono strettissimi perchè “l'election day” nazionale non coinvolgerà i Comuni, ma per organizzarsi al meglio in vista di una eventuale nuova tornata elettorale i partiti locali gradirebbero un quadro chiaro nel più breve tempo possibile.

E molti cittadini, tra l'altro, riflettono sugli effetti del prolungarsi della gestione commissariale iniziata nove mesi fa e portata avanti con estrema professionalità dal viceprefetto Enza Caporale. In queste ore non hanno voluto sbilanciarsi molto le due parti in causa, anche se sia da Cianfanelli che da Di Felice è trapelato ottimismo sulle rispettive posizioni processuali (nel primo caso, ovviamente, si spera nel reintegro a primo cittadino, mentre nel secondo si chiede l'annullamento delle elezioni e una nuova disputa elettorale).

Il Consiglio di Stato, già da luglio scorso, ha affidato al prefetto di Roma o a un suo delegato il compito di «espletare gli incombenti istruttori» che saranno fondamentali per la decisione nel merito.

Tp