Scuole a pezzi

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Anno nuovo, soliti problemi. Uno dei maggiori fronti di scontro, non solo elettorale, riguarda la manutenzione (o la mancata manutenzione) scolastica. Che con l’altro fronte “caldo”, quello relativo al problema strade, almeno a sentire l’opposizione in Campidoglio, presenta diversi punti in comune.

Quello più evidente: dimostrano entrambi l’inadeguatezza, il pressapochismo e la scarsa lungimiranza della giunta Alemanno. I numeri e la portata delle emergenze, d’altronde, continuano a crescere e la pausa natalizia non sembra in alcun modo essere stata sfruttata per risolvere i disagi. Tra i casi emblematici quello del nido Selva Nera, nel XIX municipio, spesso invaso da animali indesiderati a causa della presenza nei pressi di un parco pubblico mal tenuto e dove sono gli stessi operatori scolastici a provvedere alla pulizia fai da te per cercare di evitare un’altra chiusura, oppure quello della scuola fantasma Casa, nel XX municipio.

Nel X municipio il consigliere Capuano (Pd) ha contato almeno 6 esempi di scuole da “sistemare”, per usare un eufemismo, anche se forse il primato della nota più dolente riguarda la Sciascia, nel XV municipio, evacuata da mesi a causa di accertati problemi strutturali, con gli alunni costretti a una diaspora in diverse strutture del territorio.

«Scuola che rischia di chiudere definitivamente – dichiarano alcuni genitori, sempre più scoraggiati nonostante le tante rassicurazioni e la promessa che i lavori di ripristino sarebbero iniziati a gennaio – ormai noi non ne sappiamo più nulla. Ci avevano detto che i fondi necessari erano stati inseriti in assestamento di bilancio, ma a quanto pare non è cambiato nulla da quando sono stati fatti i sopralluoghi».

Per il vicepresidente della commissione Politiche Scolastiche, Paolo Masini, le responsabilità sono chiare: «La causa di tutti questi problemi – dice il piddino, che su queste prime tre emergenze dell’anno nuovo ha presentato un'interrogazione urgente – è da attribuire alla politica folle del duo Alemanno-De Palo, molto “sensibile” a imbarazzanti e costosi spot elettorali per le famiglie (vedi Carta Roma, family card e diversi siti 'esternalizzati') e non a risolverne concretamente i problemi quotidiani». Masini parla senza peli sulla lingua ma snocciola anche dati concreti, quelli che verranno presentati nei prossimi giorni nel dossier sulla scuola. 30 milioni di euro spesi annualmente dalla giunta Veltroni, un milione di euro destinato alla scuola da Alemanno negli ultimi due anni «e questo – precisa Masini – solo grazie a un emendamento dell’opposizione. Briciole, se consideriamo che al settore servirebbero tra i 15 e i 18 milioni di euro per provvedere alla manutenzione ordinaria. Qui invece non solo si interviene poco, ma lo si fa per somma urgenza, senza uno straccio di programmazione. E i frutti di queste scelte scellerate, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti».

Ludovico Todini, consigliere Pdl di Roma Capitale e membro della commissione Scuola, prende le difese del “suo” primo cittadino. «Sulla questione scuola – precisa Todini – abbiamo ereditato una situazione disastrosa, frutto di mancate programmazioni da parte delle precedenti amministrazioni di centrosinistra. Perciò sono irricevibili le lezioncine del Pd a tal proposito, anzi sono loro a dover fare mea culpa per i gravi errori commessi anche in questo ambito, che evidenziano superficialità e inefficienza. Ricomporre i cocci è, sicuramente, un’impresa alquanto difficile. Ma a differenza dei proclami e delle belle parole tipiche di chi ci ha preceduto, noi preferiamo lavorare al fine di risanare le criticità esistenti e allo stesso tempo predisporre, come già stiamo facendo, una programmazione attenta e seria composta da interventi che tengano conto delle istanze dei territori e dei cittadini».

La critica viene dunque prontamente rispedita al mittente, anche se Todini, spostando la questione sulle “risorse”, si perde poi in una deriva “pericolosa”. «In una visione futura – aggiunge – sarebbe importante valutare l’ipotesi di coinvolgere anche i privati nella manutenzione scolastica, al fine di iniziare un percorso virtuoso che punti a tutelare l’interesse pubblico, diminuendo se non addirittura azzerando i costi di manutenzione a carico dei comuni».

Diego Cappelli