«La differenziata si allarga». Peccato che non funziona

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Dopo avere attaccato per mesi Zingaretti e l'Amministrazione provinciale ora è tempo di annunci per il sindaco Alemanno. Del resto, bisogna ricordarselo, siamo in campagna elettorale.

Ieri è andato in scena l'ennesimo "spot", con tanto di video diffuso da Omniroma: «Entro aprile riusciremo a far partire la raccolta differenziata in altri municipi» ha annunciato il primo cittadino romano. Che ha elencato i risultati raggiunti dalla sua Amministrazione in tema di porta a porta, rispondendo così al ministro Clini, che due giorni fa lo aveva sonoramente bacchettato.

Secondo il sindaco «dal 15 dicembre Roma ha raggiunto il 30% di differenziata», mentre «sono cinque i municipi dove partirà la differenziata nel 2013. Proprio questa mattina (ieri ndr) – ha proseguito – ho telefonato ai vertici dell'Ama per chiedere di partire con i primi municipi già ad aprile per poi coinvolgere gli altri e completare tutto entro giugno in modo tale da fare un salto di livello, arrivare al 40% di differenziata, facendo diventare Roma la città italiana con la più alta percentuale di differenziata».

Un vero e proprio miracolo. E tutto in pochi mesi. Peccato però che nei municipi nessuno pare essersene accorto. Il Quarto è stracolmo di immondizia, come abbiamo avuto modo di documentare nei giorni scorsi. «Speriamo solo che non sarà un altro flop come accaduto nel municipio IV» – ha commentato ieri a caldo Stefano Tersigni, prossimo candidato. Sono anni che governa senza preoccuparsi di questa emergenza».

E anche in centro la situazione è allarmante. Proprio ieri Matteo Costantini, candidato presidente al Municipio I con la lista Uniti per il Centro Storico ha elencato i vizi della raccolta. «Occorre rivedere orari e punti di raccolta. E’ impensabile – continua Costantini – fare di piazza di Spagna il punto di raccolta della spazzatura. Significa non avere alcun rispetto per l’area monumentale della nostra città. Impossibile anche costringere i cittadini a inseguire con le buste in mano i furgoni dell’Ama in tutti i vicoli del centro, davanti agli sguardi allibiti dei turisti. Per non parlare – aggiunge – dei negozi, che lasciano i cartoni per strada, mentre i residenti devono tenerli in casa, sommersi da sacchi di bottiglie di plastica, dal vetro e dall’alluminio. Occorre – conclude Costantini – riorganizzare la raccolta porta a porta, evitando questo spettacolo indecoroso per il centro storico della Capitale».

Carmine Seta