Erba all’amianto per capre e mucche

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Greggi di pecore e mucche pascolavano in prossimità di cinque enormi capannoni con il tetto in eternit in pessimo stato di conservazione. I finanzieri del gruppo pronto intervento di Roma hanno accertato il pericolo amianto e messo i sigilli all'area.

Le coperture, infatti, come hanno potuto verificare i militari che durante dei servizi di controllo del territorio avevano scorto dall’autostrada quelle strutture fatiscenti, presentavano delle intere parti sfaldate, sbriciolate, con enorme pericolo per la pubblica incolumità. Le particelle dell’asbesto sono volatili e vengono assorbite dal terreno e dunque, in questo caso, dall’erba brucata dagli animali che poi avrebbero prodotto latte “all’eternit”. E, di seguito, formaggi e ricotte contaminate, altamente cancerogene.

I depositi si trovano in un’area appartenente ad una azienda agricola situata nelle periferia orientale della Capitale, in una intersezione tra la via Collatina e l’autostrada A24, appena fuori il grande raccordo anulare. A poca distanza si trovano altre imprese e alcune abitazioni, soprattutto casolari un po’ isolati. Durante i controlli, i “baschi verdi” agli ordini del colonnello Stefano Corsi hanno inoltre accertato che quattro dei cinque capannoni sarebbero stati costruiti senza la necessaria concessione edilizia. Il proprietario del terreno è stato denunciato per i reati previsti dalla normativa vigente in materia ambientale, edilizia e di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché per il mancato rispetto del regolamento edilizio.

I finanzieri hanno immediatamente provveduto a sigillare le strutture in attesa che l’eternit venga smaltito secondo la procedura, risalente al 1992, stabilita per legge e hanno apposto un divieto di avvicinamento. Lo smaltimento e la messa in sicurezza sarà effettuata da imprese specializzate in quanto i materiali contenenti amianto, o asbesto, minerale appartenente alla famiglia dei silicati fibrosi, per loro natura resistenti al calore, erano molto utilizzati in passato quando non era conosciuta la loro elevata nocività per gli essere umani. Le indagini proseguono: i finanzieri sono certi dell’esistenza di analoghe strutture.

Maria Grazia Stella