Colleferro, mobilità per 56 lavoratori Alstom

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La notizia dell’avvio della procedura di mobilità per altri 56 lavoratori ha riacceso prepotentemente le luci sulla vicenda Alstom. La fabbrica colleferrina, suo malgrado, è tornata ieri sotto i riflettori.

Il sindaco Mario Cacciotti ha espresso la sua preoccupazione per le sorti dei dipendenti dell’azienda, a più di un anno di distanza dall’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo Economico per la definizione del Polo regionale manutentivo per il trasporto ferroviario. «Si riapra subito il caso dell’azienda – ha detto Cacciotti -. Sono solidale con i lavoratori in cassa integrazione, che vedono sempre più realistica la chiusura del sito colleferrino e nessuna prospettiva per il futuro e mi appello al senso di responsabilità del ministro affinché si adoperi per salvare uno stabilimento di eccellenza come quello colleferrino». Cacciotti rimarca anche che l’azienda nel frattempo «ha avuto delle commesse dallo Stato e occorre trovare il modo perché siano sviluppate qui, nel nostro stabilimento».

Ancor più duro il parere del parlamentare del Pd Renzo Carella per il quale «è vergognoso e al limite della legalità che l’Alstom licenzi 56 dipendenti mettendoli in mobilità, nonostante gli stabilimenti sparsi in Italia potrebbero assorbire e nonostante le numerose commesse che l’Alstom si è assicurata con Trenitalia», annunciando una lettera formale al ministro del Lavoro sul caso.

Carella attacca poi il Comune di Roma e le sue aziende accusandole di «aver preferito dare in appalto la manutenzione con costi sicuramente superiori a quanto poteva costare il prezzo nel polo manutentivo pubblico privato che si poteva realizzato a Colleferro. E la Regione Lazio guidata dalla Polverini di fatto non ha mosso un dito. Per noi – conclude Carella – il progetto rimane valido e lo riprenderemo al più presto con i nuovi inquilini del Comune di Roma e della Regione Lazio.

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