Pantheon, commercianti e artigiani in piazza contro la crisi

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Una giornata di mobilitazione per far sentire la voce di migliaia di imprenditori messi in ginocchio dalla crisi economica. A piazza del Pantheon, questa mattina, è andata in scena la protesta di alcune centinaia di imprenditori e rappresentanti delle imprese delle cinque maggiori organizzazioni di rappresentanza territoriale: Confcommercio Roma e Lazio, Cna Roma e Lazio, Confartigianato Roma, Confesercenti Roma e Casartigiani Roma.

“La politica non metta in liquidazione le imprese, non faremo sconti!”, è stato il leit motiv della manifestazione, indetta con l'obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni e della società civile sul difficile momento che stanno attraversando le imprese. Molti gli appelli alla classe politica affinché siano attuate "tutte le necessarie misure economiche per sostenere la parte più produttiva del Paese".

Durante il sit in, sono stati lanciati in aria dei palloncini colorati, simbolo di speranza per il futuro. Presenti, il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli, il presidente della Confcommercio Lazio, Vincenzo Zottola, il presidente di Cna Roma e Lazio, Danilo Martorelli, il presidente di Confartigianato Imprese Roma, Mauro Mannocchi, il presidente della Confesercenti di Roma e Lazio, Valter Giammaria, il vice presidente esecutivo di Casartigiani Roma, Romano Natali.

Dal Pantheon sono tante le voci di denuncia. I dati forniti sono preoccupanti. La crisi ha penalizzato l’economia del territorio: il tasso di disoccupazione nel Lazio era nel 2011 dell’8,9%, superiore alla media nazionale (8,4%). Nel 2007, nella regione, era al 6,4%, mentre in Italia al 6,1%. Gli occupati nel Lazio sono per lo più impiegati nel settore del servizi (79%), per il 18,7% nell'industria e per l’1,6% in agricoltura. Ma le prospettive di ripresa sono compromesse, tra le altre cose, da una tassazione locale che per le piccoli imprenditori, commercianti e artigiani è tra le più alte d’Italia.

Al rischio di aumento delle addizionali regionali si aggiunge infatti l’introduzione della Tares, che da sola vale per il sistema delle imprese 15 milioni di euro. Costi che si andranno ad aggiungere a un sistema già profondamente iniquo che vede le imprese romane pagare il triplo di quelle milanesi. A Milano un laboratorio artigiano di 100 mq paga per i rifiuti 437 euro, mentre a Roma il suo omologo nel paga 1.100. Il gestore di un bar di 100 mq. a Roma paga 3.700 euro contro 990 euro di Milano. Un commerciante con un locale di uguali dimensioni paga 470 euro a Milano e 1.100 a Roma. "Chiediamo misure concrete, occupazione, sviluppo crescita – ha detto Roscioli – Attenzione alla tassazione delle imprese, pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni e un' azione concreta per il sistema del credito. Mancando fatturati e la pressione fiscale e' fuori ogni limite.

Lo stato della salute delle pmi e' pessimo, 60 imprese al giorno vivono situazioni drammatiche e sono in emergenza". "Ad aprile organizzammo una fiaccolata ricordare gli imprenditori che si sono suicidati, ma il numero non e' diminuito e su questo i riflettori non sono puntati". Per le regionali? "Non facciamo il tifo qualcuno – ha concluso Roscioli – ma per chi pone in agenda misure crescita. Cerchiamo far sentire la nostra voce, e oggi uno di quei momenti". Chiede "Occupazione, rilancio consumi e reddito", Giammaria. "Il Governo nazionale e la politica – ha aggiunto – le devono mettere al centro dell'attenzione, altrimenti sara' una vera battaglia e la mobilitazione oggi di Rete imprese Italia si ripeterà, questo è soltanto un anticipo,un primo passo verso una mobilitazione molto molto forte. Nel 2012,5-4 mila imprese hanno chiuso a Roma e provincia, 6.500 regionale, perdendo 30 mila posti di lavoro". Per Erino Colombi, "a Roma la situazione e' che dopo quattro anni le imprese iniziano a non resistere piu' a questa onda d'urto. I dati dimostrano che il numero delle cancellazioni per la prima volta dal dopoguerra ha superato il numero delle iscrizioni. E' un segnale d'allarme a cui chiediamo che le istituzioni prestino molta attenzione".