«La nostra vita in compagnia di due maialine domestiche»

0
50

«Vivo con mamma e nonna in un appartamento a Trastevere. Con noi ci sono anche Panela e Nerina». Questa è la dolce storia di Ada, giovane padroncina di due splendidi maialini vietnamiti: bestioline casalinghe entrate nel cuore e nella casa di una famiglia. Una realtà di amore e complicità, quella delle inquiline a quattrozampe, che mira a scardinare lo stereotipo del maialino quale animale sudicio, sporco e mangione.

Tutto iniziò 5 anni fa: «Panela, la più grande, – racconta Ada – l'abbiamo comprata in una fattoria. All'epoca mio padre stava poco bene e abbiamo preso lei per uno scopo terapeutico, essendo un animale pulito, igienico e con il pelo che non raccoglie lo sporco. Ricordo – continua la giovane – che era grande, anzi piccola, come un iphone… ora misura quasi un metro e mezzo e pesa 80 chili».

Tre anni dopo fu la volta della tenera Nerina: «La piccolina l'abbiamo trovata abbandonata: una mia amica l'aveva scovata casualmente nel giardino di casa sua e mi ha chiamato chiedendomi se potevo prenderla. Altrimenti sarebbe finita al mattatoio. Mia nonna se ne è subito innamorata ». Un affetto ricambiato alla grande dalle due porcelline, che si sono subito abituate ai ritmi delle casa, senza invadere uno spazio che poteva dimostrarsi sin troppo risicato: «Hanno imparato a fare i bisogni sulla lettiera, non sporcano e mangiano verdure, finocchi bolliti, crusca».

Altro luogo comune scardinato, dunque: i maiali non sono tutte “fogne”, come si dice a Roma, o strafogatori imperterriti di ogni sostanza commestibili. No, signori, sanno essere anche vegetariani. Ma non solo questo stupisce: «Panela – dice Ada – si sente come un essere umano, non si sottomette come il cane: si sente libera di aprire il frigo, di salire sul divano. Nerina è più tranquilla».

E fuori casa? Le due porcelline diventano vere e proprie star: tanti le accarezzano, qualcun'altro guarda con sospetto o cambia marciapiedi. Ma Ada accompagna Panela e Nerina sempre a testa alta, oltre i pregiudizi.

Marco Montini