‘‘Schiavi’’ del cantiere: esplode la rabbia

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Commercianti e residenti in strada sulla via Tiburtina, esasperati dai continui disagi arrecati dal cantiere per il rifacimento dell'impianto fognario. Aperto lo scorso agosto per far fronte ai continui allagamenti che colpiscono la zona, è stato fermato immediatamente dalla Soprintendenza in seguito al ritrovamento di alcuni reperti.

Uno dei tanti cantieri infiniti che costellano la capitale: la “prima fase” dei lavori doveva concludersi a luglio 2013, senza alcuna specificazione sulle successive fasi, ma proprio ieri, al Dipartimento di Ghera, la delegazione di commercianti ricevuta dall'assessore ha saputo che mancano almeno 600 giorni, sempre che non si ritrovi qualche altro reperto. I disagi sono per i parcheggi e per il traffico, in una strada che già era molto congestionata prima del restringimento dovuto ai lavori. E, soprattutto, per i commercianti: chi ha un po' di tempo per andare a fare compere evita la giungla del tiburtino.

«I clienti non possono fermarsi, parcheggiare e caricare la roba. Le nostre perdite sono intorno al 60%. Alcune attività hanno già chiuso, come andiamo avanti così? – spiega Caporale, un commerciante della zona – Poi c'è il problema del carico e scarico, che si puo' fare solo da una parte della strada. Noi vendiamo elettrodomestici, come lo portiamo un frigo da una parte all'altra della Tiburtina?».

Quello che chiedono commercianti e residenti è un fine lavori il più veloce possibile e, nel frattempo, qualche soluzione alternativa per la viabilità. Intanto, un controllo su quel parcheggio a ore realizzato su richiesta dei commercianti e del tutto incontrollato: «E' pensato per chi deve fare la spesa e si puo' fermare massimo un'ora, ma non lo controlla nessuno, quindi vediamo che le auto vengono parcheggiate e restano lì». Poi i jersey, quei muretti che non fanno fermare i camion: Ghera proprio ieri ha promesso di rimuoverne il 50%.

Infine, il giallo dei lavori: ripartiti, ha assicurato Ghera, no, dicono invece i residenti che da oggi daranno il via a un costante monitoraggio. Accanto a loro il minisindaco Ivano Caradonna: «Ci sono 1800 famiglie legate alle attività della Tiburtina, è un patrimonio che va difeso, bisogna sedersi intorno a un tavolo e ragionare», dice, prima di polemizzare con Ghera che non lo invita mai a questi “tavoli”.

Davide Lombardi