Fiumicino, l’impiegata comunale che si spacciava medico

0
29

Dipendente del comune di Fiumicino si spaccia per medico: condannata ad un anno di reclusione.

Con incredibile disinvoltura la donna aveva dichiarato nel proprio curriculum vitae di essere laureata in medicina e chirurgia e, in più, di essere in possesso di una specializzazione post lauream in psicoanalisi conseguita presso la prestigiosa scuola di psicoanalisi di Milano. Ma sia la laurea sia la specializzazione erano state inventate di sana pianta in quanto l’impiegata non aveva mai conseguito né il diploma universitario né, tanto meno, la presunta specializzazione.

La donna si era spinta anche oltre affermando di essere iscritta all’ordine degli assistenti sociali della Regione Lazio salvo, ad un approfondimento, risultare esserne stata cancellata otto anni fa, per la precisione il 28 febbraio del 2005. In più, per rendere più credibili tutti i titoli di studio che si era attribuita, prima di essere scoperta, il 22 settembre del 2006, aveva dichiarato al funzionario dell’ufficio dell’anagrafe di Fiumicino di esercitare la professione di medico, tanto che l’impiegato aveva riportato questo dato nella carta di identità che le era stata rilasciata. A spingere la dipendente a tutte queste false dichiarazioni il desiderio di fare carriera. Il curriculum vitae, infatti, fu presentato allo scopo di partecipare ad una selezione interna volta ad ottenere un inquadramento lavorativo in un profilo superiore a quello che ricopriva all’interno dell’amministrazione comunale.

Accadde così che i funzionari incaricati della valutazione della candidata furono tratti in errore. E la donna fu inserita nel ruolo di “funzionario direttivo con posizione organizzativa” con conseguente aumento di 800 euro sullo retribuzione mensile dal luglio del 2007 al luglio del 2008, per oltre 9.000 euro. Poi i sospetti. E le indagini fino alla scoperta della truffa. Mercoledì 30 gennaio si è concluso il procedimento penale con la condanna ad un anno di reclusione ed a 600 euro di ammenda. Accolta anche la domanda di risarcimento danni, presentata dai legali del comune, pari a 10.400 euro oltre alla liquidazione in favore dell’amministrazione delle spese legali per un ammontare pari a 1.200 euro.

Maria Grazia Stella