La protesta dell’Idi manda in tilt l’Aurelia

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La tensione rimane la cifra dominante nella vertenza Idi. le iniziative di protesta si susseguono e ieri sulla via Aurelia, davanti alla sede della Conferenza Episcopale italiana, i toni sono stati forti. Hanno gridato i duecento e più lavoratori presenti in strada, hanno esposto striscioni con su scritto “mafiosi” o “Cei dovete pagare” fino a “Idi congregazione a delinquere”.

La mattinata di mobilitazione, animata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl Roma e Lazio è stata decisa dopo che la proprietà delle tre strutture ha annunciato 400 esuberi, parttime verticale per tutti i dipendenti, taglio deciso alle retribuzioni mensili e attivazione di cassa integrazione per 70 persone. Provvedimenti che per i lavoratori sembrano ancora una volta scaricare i problemi di mala gestione su chi ogni giorno porta avanti una struttura sanitaria e chiede solo di lavorare. Per questo ieri hanno voluto ribadire la loro contrarierà incontrando il sottosegretario della Cei monsignor Domenico Pompili che ha però affermato, come Cei, di non poter influire in alcun modo sulla congregazione proprietaria dell’Idi-San Carlo.

Per questo sono tornati a chiedere un incontro con il commissario Filippo Palumbo. Il segretario della Fp Cgil Natale Di Cola, ha sottolineato ieri che «a questo punto il commissario Palumbo deve rispettare i patti con i sindacati: convochi il tavolo triangolare e sblocchi il pagamento degli stipendi, se no è responsabile anche lui del clima di tensione che si è creato». Già ieri infatti i lavoratori hanno bloccato a lungo la circonvallazione aurelia, deviando e ritardando il passaggio di cinque linee di autobus e una donna è stata trasportata in ospedale per accertamenti dopo essere stata accidentalmente colpita da un’auto della Cei che usciva dal cancello. Sulla vicenda è intervenuto anche il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti che ha affermato: «La situazione all’Idi è sempre più grave.

E’ assolutamente urgente che il commissario straordinario Palumbo convochi al più presto un tavolo di confronto tra la le parti in grado di sbloccare questa vicenda che si sta trascinando da troppo tempo, a scapito dei lavoratori, delle loro famiglie e dei cittadini che si vedono privati dei servizi che la struttura è sempre stata in grado di offrire ».

F.U.