Pup, un’eredità difficile

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Una delle questioni più “rognose” e annose cui dovrà fare i conti il nuovo sindaco di Roma resta il “caos” del Piano Urbano Parcheggi. Un progetto che ha visto la luce nel 1990 e che fino ad oggi, dopo ventitre anni, ha portato sul territorio di Roma la bellezza di oltre 170 cantieri, alcuni terminati da tempo, altri in via di ristrutturazione, altri ancora in lavorazione o in fase solo embrionale, qualcuno addirittura morto e sepolto. Dal 2008 in avanti sono stati cantierizzati 43 progetti, 7 tra il 2011 e il 2012. Considerato il numero totale una decisa accelerazione, andata però di pari passo, da una parte, con le sempre maggiori esigenze di “snellimento” della mobilità dettate da un traffico ormai congestionato e, dall’altra, con il raggiungimento della completa efficienza (non solo tecnologica) dei vari comitati che sul territorio si oppongono ai vari parcheggi.

Il futuro neo primo cittadino dovrà lavorare sodo e con le mani un po’ più legate di prima, visto che dal 31 dicembre scorso sono scaduti i poteri commissariali e per questo si dovrà convertire il piano in una deliberazione di Giunta, in attesa di una successiva ratifica del Consiglio dei Ministri, ma soprattutto dovrà provare a placare le ire dei tanti cittadini. «Iniziamo col dire che i comitati che si oppongono non sono tutti uguali – spiega Alessandro Vannini, delegato di Alemanno ai Pup -. Ci sono quelli “illuminati”, che propongono delle critiche costruttive, e quelli essenzialmente strumentali, che portano avanti ciecamente le loro rivendicazioni. In ogni caso, i cittadini devono sapere che se un cantiere si chiude diventa un problema per il Comune, che deve risarcire il danno, e degli stessi residenti perché spesso la ditta costruttrice non risponde nei tempi previsti alla risistemazione ».

Lo dice uno che non è per i Pup sì sempre e comunque, visto che ha firmato la decadenza di due progetti, quello di via Albalonga e quello di campo Testaccio. E che forse ne sta per firmare un’altra, quello del cantiere di Giiulio Agricola, sul quale il Consiglio comunale ha già espresso il suo indirizzo. Un vero e proprio record, visto che in ventitre anni nessuno aveva fatto altrettanto. «Purtroppo si è trattato di decisioni necessarie – continua Vannini – a campo Testaccio per ripetuti inadempimenti del costruttore, in via Albalonga per il fallimento della ditta. Ora in via Albalonga il problema principale è legato al possesso dell’area, sempre in capo alla società costruttrice, ma stiamo lavorando per reperire il prima possibile i circa 200mila euro necessari al ripristino. Via Fermi? La situazione è statica: ci sono alcune difficoltà di natura economica, ma il cantiere non è a rischio». Cornelia, via Teulada, viale Leonardo Da Vinci sono altri “casi” da prendere con le molle. Ma non ci sono solo esempi negativi. «Il Pup è nato tanti anni fa dalle indicazioni dei privati – conclude Vannini -. Adesso stiamo lavorando in collaborazione con i tre Atenei romani per un progetto di studio di “sosta alternativa”: se prima erano stati i costruttori a dirci dove e come realizzare i parcheggi,

Diego Cappelli