Litorale, 340 lavoratori in nero e 207 irregolari scoperti dalla Gdf

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Trecentoquaranta lavoratori “in nero” e 207 “irregolari” sono stati scoperti nel litorale romano – da Civitavecchia a Nettuno, passando per Ostia – dai finanzieri del comando provinciale di Roma, nel corso di un piano straordinario di controlli, diretto e coordinato dal ii gruppo di ostia, rivolto al contrasto del cosiddetto sommerso di lavoro. La campagna ispettiva – che si è protratta per alcuni mesi – ha riguardato 250 imprese – delle quali 161 sono risultate irregolari (pari al 64%), prendendo in esame la posizione lavorativa di oltre 1.100 lavoratori.

Per lavoro “nero” si intende la completa assenza del dipendente dai registri previsti in materia di lavoro subordinato ovvero senza contratto regolare, mentre, nel concetto di lavoro “irregolare”, rientrano i diversi casi, meno gravi, di inottemperanza alla normativa vigente, quali contratti di assunzione formalmente part time ma in realtà con orario di lavoro pieno e l’impiego in mansioni diverse da quelle per cui si è stati assunti, con la connessa percezione di compensi “fuori busta”.

Tra i settori economici maggiormente interessati, si annoverano bar, ristoranti, imprese edili e di pulizie, agriturismo, autolavaggi, locali da intrattenimento e discoteche. Per quanto attiene alla nazionalità dei lavoratori impiegati in maniera illecita, vi sono italiani, polacchi, slavi e ucraini. Il piano si inquadra nel dispositivo di contrasto predisposto dal comando provinciale di roma e coordinato dalla sala operativa.