Indagini serrate per l’omicidio Iale

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Continuano a ritmo serrato le indagini dei carabinieri per scoprire l’assassino di Vincenzo Iale, il 68enne trovato morto nella sua abitazione di via Mar dei Coralli, a Torvaianica Alta, nella tarda mattinata di domenica.

I carabinieri del Gruppo di Frascati, guidati dal Colonnello Rosario Castello, del Nucleo investigativo di Roma, della Compagnia di Pomezia e della Tenenza di Torvaianica, insieme agli uomini della squadra scientifica, hanno lavorato ininterrottamente dal momento della scoperta del cadavere, dopo la richiesta di intervento pervenuta un parente dell’uomo, allarmato dalla mancata risposta alle sue chiamate, ma ad oggi non ci sono ancora tracce del colpevole.

La pattuglia che ieri si era recata a fare il sopralluogo ha trovato Iale riverso a terra, bocconi, con diverse macchie di sangue intorno al corpo. La porta d’ingresso, non presentava segni di effrazione e la casa era apparentemente in ordine. Si presume quindi che la vittima abbia aperto al suo assassino. Immediatamente è stato informato il magistrato competente, il dottor Taglialatela del tribunale di Velletri, che ha inviato sul posto il medico legale, il quale ha confermato la morte a causa delle ferite – quattro o cinque – da arma da taglio, verosimilmente un coltello, inferte sulla schiena della vittima. Il medico legale non ha ancora stabilito l’ora esatta della morte, che potrebbe essere avvenuta tra sabato e domenica.

Dati più precisi arriveranno dall’esame autoptico, che sarà effettuato nei prossimi giorni presso il Policlinico di Tor Vergata. I rilievi nella villetta a due piani dove l’anziano viveva da solo sono durati l’intera giornata. In serata, e per tutto il giorno seguente, si sono invece susseguiti gli interrogatori. Sono stati ascoltati i vicini ed il cugino, arrivato a Torvaianica da Roma intorno alle 14:30. Vincenzo Iale non aveva altri parenti nella provincia di Roma: l’ex moglie vive in Francia, mentre la figlia in Africa. Gli inquirenti hanno anche acquisito i filmati delle telecamere degli antifurti posizionati nelle abitazioni vicine, per cercare di catture immagini utili alla ricostruzione dei fatti.

Oscuro, al momento, anche il movente del delitto: dalle prime ipotesi degli investigatori sembra esclusa la rapina, mentre più probabile sembra il “delitto d’impeto”, una lite finita in tragedia o il movente passionale. Da indiscrezioni trapelate da alcuni vicini, sembra che la vittima ospitasse spesso degli uomini, che si fermavano uno o più notti nella casa di Torvaianica.

Maria Corrao