Emergenza Rifiuti: «Impianti sottoutilizzati. La discarica non occorre»

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Forse qualcuno ha tentato di fare il "furbo" per non accollarsi i rifiuti della capitale. O, più semplicemente, sarebbero stati fatti dei calcoli errati. Fatto sta che i rilievi effettuati dal Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri negli undici Tmb della Regione non coincidono con quanto comunicato dalle aziende al commissario Sottile.

A dimostrarlo un rapporto presentato ieri dal ministro Corrado Clini a largo Goldoni. «C'e' una importante non corrispondenza tra le comunicazioni pervenuteci dai gestori degli impianti e le capacita' effettive rilevate dal Noe – ha spiegato ieri il ministro in apertura di incontro. Ci sono almeno 3 rilevazioni evidenti di non corrispondenza».

Prima dell'indagine del Noe i quattro impianti Tmb operanti su Roma (2 di Ama e 2 di Co.la.ri.), risultavano operanti alla massima capacità autorizzata con 498.058 t/a. Stesso discorso per l’impianto Rida Ambiente di Aprilia. Risultava invece sottoutilizzato il Tmb di Albano. Al contrario da Viterbo avevano garantito una disponibilità maggiore di quanto riportato (30.000 t/a, a fronte delle 23.350 iniziali). Nessuna informazione era stata invece fornita sull'impianto di Colfelice in Ciociaria nonostante le ripetute sollecitazioni. Ieri i dati del Noe hanno dimostrato che quanto riportato nelle comunicazioni non corrisponde alla realtà. A partire da 'Malagrotta 1', il dato piu' basso con il 26,16%, e Colfelice, con il 48,06%, tutti gli 11 impianti regionali (tmb e termovalorizzatori) analizzati dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri (dati del 2012) appaiono "sottoutilizzati rispetto alla potenzialita' approvata". Nel dettaglio Ama Salaria si attesta su un'utilizzazione pari al 66,66%; Ama Rocca Cencia, 78,08%; E. Giovi Malagrotta 1, 26,16; E. Giovi Malagrotta 2, 60,17%; Albano Laziale Pontina Ambiente, 60,67%; Colfelice Saf, 48,06%; Aprilia Rida Ambiente, 82,85%; Viterbo Ecologia, 81,53%; Termovalorizzazione Colleferro Ep Sistemi, 62,44%; Termovalorizzazione Colleferro Mobilservice, 75,08%; Termovalorizzazione San Vittore Aria, 97,07%.

Dunque a eccezione di San Vittore c'è spazio per altri rifiuti in tutti gli impianti. Balza sicuramente agli occhi il dato degli impianti romani, che nonostante le rassicurazioni dell'Ama di qualche mese fa, si attestano su una percentuale complessiva di utilizzazione al di sotto del 60%. Dunque l'emergenza rifiuti è solo un'invenzione? «Serviranno ulteriori approfondimenti e la magistratura farà sicuramente il suo corso» – dice Clini. Facendo però un po' di calcoli, nel 2012 il totale dei rifiuti ricevuti negli 11 impianti regionali e' stato pari a 1.512.650 tonnellate, a fronte di una capacita' totale autorizzata di 2.278.353 tonnellate: appena il 66% di utilizzazione, con una differenza pari a -765.602 tonnellate, vale a dire una capienza non utilizzata di impianti fossero tutti a pieno regime – ha detto il ministro dell'Ambiente – si porterebbero in discarica solo 450 tonnellate al giorno dei rifiuti prodotti a Roma, sgonfiando il problema di cercare una seconda discarica». Clini, sulla base dei dati, ha disposto che gli impianti raggiungano entro 30 giorni gli standard di riferimento: produzione di Cdr almeno al 40%, produzione di frazione organica stabilizzata almeno al 30%, metalli almeno al 3% e scarti inferiori al 25%. Nel solo impianto di Giovi di Malagrotta 2 gli scarti invece sono pari all'84,52%. Numeri shock di cui non potrà non tenere conto il Tar chiamato oggi a discutere il ricorso della società Saf, la spa che gestisce l'impianto di Colfelice, la prima a chiedere l’annullamento del decerto firmato dal ministro Clini.

I sindaci apparivano ieri ottimisti. «La convocazione – dice il primo cittadino di Albano – ci fa sperare in una sospensiva». Ieri nella città castellana si è tenuta la conferenza dei servizi sulle procedure legali contro il piano rifiuti: ricorso al Tar, appunto, denuncia alla Commissione europea e adesione al ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo. Al tavolo si è anche discusso delle risposte avute da Gse e da Regione Lazio sui quesiti posti dai sindaci di bacino, rispettivamente su accesso ai finanziamenti pubblici e sulla necessità di analisi nell’area di discarica. Nel primo caso il Gse ha trasmesso la richiesta di accesso agli atti al Co.e.Ma che ora dovrà esprimersi al riguardo. Nel secondo caso, invece, la Regione Lazio diffida Pontina Ambiente dal produrre una relazione tecnica volta a dimostrare la reale situazione igienicosanitaria dell’area di discarica.

 

Carmine Seta