Clonavano carte di credito e poi facevano shopping in centro

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Le fiamme gialle hanno arrestato questa mattina i componenti di un’organizzazione criminale dedita al furto e al successivo utilizzo delle credenziali delle carte di credito di ignari cittadini, italiani e stranieri. Le indagini sono state coordinate dai magistrati del gruppo Reati contro l’economia della Procura della Repubblica di Roma mentre le misure cautelari sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari, Roberto Saulino.

I finanzieri sono partiti dalla localizzazione dell’esercizio commerciale presso il quale veniva compiuto il furto dei dati: un ristorante di Roma, dove le menti dell’organizzazione si servivano di un cameriere per carpire – attraverso un apparecchio elettronico della grandezza di un pacchetto di sigarette (c.d. skimmer) – le informazioni contenute nella bande magnetiche delle carte di credito dei clienti.

Bastavano solo pochi istanti. Prima di portare in cassa la carta di credito affidatagli dal cliente, il cameriere la strisciava velocemente nello skimmer che ne leggeva abusivamente il contenuto. Qualche altro passaggio e il gioco era fatto: lo skimmer veniva successivamente collegato a un personal computer che, attraverso un software di gestione delle bande magnetiche, consentiva la trascrizione dei dati rubati su altre carte di credito, stavolta vergini, realizzando così dei veri e propri cloni. Le carte venivano quindi utilizzate dai truffatori per fare shopping, nei negozi più “in” delle vie del centro di Roma e della provincia. Spese per migliaia di euro che, naturalmente, venivano addebitate agli inconsapevoli titolari delle carte di credito.

La frode in danno dei truffati si aggira intorno ai 500mila euro. I 10 destinatari delle misure personali (4 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e altri 3 ai quali è stato notificato l’obbligo di firma), ossia i capi dell’organizzazione, sono cittadini di origine africana, rumena ed albanese, residenti nel Lazio. Sono stati inoltre denunciati altri 7 soggetti, coinvolti, a diverso titolo, nell’ambito dell’illecita attività.