Rifiuti, Sottile incontra i vertici Ama: al vaglio l’ipotesi estero

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La quiete (solo apparente) dopo la tempesta. Sono trascorse poche ore dalla clamorosa sentenza con cui il Tar ha sospeso il decreto del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, in base al quale i rifiuti in forma provvisoria venivano portati solo per il trattamento negli impianti di Albano, Colfelice (Frosinone) e Viterbo.

Ma Clini non si è di certo “arreso”: subito dopo l’ufficialità della decisione dei giudici amministrativi, aveva tuonato la sua volontà di un imminente ricorso al Consiglio di Stato.

Ora, a “mente più fredda”, secondo alcune indiscrezioni il ministro avrebbe pensato ad un’altra clamorosa ipotesi. Se il Consiglio di Stato non dovesse prendere una decisione in tempi rapidi, infatti, Clini aprirebbe a due opzioni: chiudere la discarica di Malagrotta, che «sta funzionando contro la legge», oppure «adottare un atto illegittimo» che imponga di continuare lo smaltimento ignorando la decisione del Tribunale amministrativo.

Ieri mattina, intanto, si è tenuto un vertice fra il prefetto Goffredo Sottile, commissario per l’emergenza rifiuti, e i dirigenti dell’Ama per trovare una soluzione per il trattamento delle 1200 tonnellate di rifiuti capitolini in eccesso. E qui sembra siano finite sul tavolo altre tre possibilità: un progetto presentato dalla Colari di Cerroni che entro due mesi potrebbe portare a termine un impianto di tritovagliatura a Rocca Cencia per un trattamento leggero che lascerebbe un residuo organico da smaltire in Lombardia. In alternativa si punta a un accordo con altre regioni (ma l’ipotesi non è per nulla semplice) o sulla gara indetta dall’Ama per portare i rifiuti all’estero, per esempio in Germania.

«Credo che non si possa scherzare con queste tematiche e non si possa continuare a campare da oltre dieci anni così. Questa è una commedia alla quale non mi presto» ha detto sferzante Clini. Va ricordato che il 10 aprile prossimo scadrà la proroga per portare a Malagrotta i rifiuti non trattati e che il 30 giugno la discarica chiuderà (finalmente) i battenti a 33 anni dalla sua apertura. I nodi, stavolta, stanno davvero per venire al pettine.

Tiziano Pompili