Borse griffate made in China, l’invasione dei falsi sui marciapiedi

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Anche le più note griffe dell’alta moda nel business delle organizzazioni cinesi dedite alla produzione e alla distribuzione di merce contraffatta. Oltre trentamila tra borse e accessori di abbigliamento erano stoccati in un negozio, gestito da cinesi, nei pressi di Torpignattara.

L’invasione di falsi è stata fermata dai finanzieri del comando provinciale di Roma nell’ambito di un piano di controlli che ha riguardato capitalee provincia. L’attività di controllo è partita da un magazzino di Montecompatri dove sono stati trovati alcuni falsi. Poi, dopo lunghi e laboriosi accertamenti, le fiamme gialle sono riuscite a risalire al magazzino di smistamento, situato a Roma nella zona di Tor Pignattara, al cui interno sono stati rinvenuti i falsi di “Gucci”, “Louis Vuitton” e “Alviero Martini”.

La merce, destinata principalmente ad invadere il mercato della Capitale specie attraverso la consueta rete di venditori africani, sarebbe stata venduta ad un prezzo sensibilmente inferiore rispetto all’originale, con notevoli danni per le case madri e i rivenditori autorizzati, oltre che per le casse dell’Erario, in ragione dei mancati introiti legati all’iva e alle imposte sui redditi. Gli artefici del giro erano soliti introdurre e prelevare le partite di merce soprattutto nelle ore notturne, al fine di scongiurare eventuali “spiate” da parte di occhi indiscreti.

Tre cittadini di etnia cinese sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma per i reati di ricettazione, alterazione di segni distintivi di prodotti industriali, detenzione e vendita di merce contraffatta. A fine gennaio un’altra operazione dei finanzieri aveva permesso di sequestrare migliaia di braccialetti e bijoux tossici, anch’essi stoccati in un negozio di Torpignattara e pronti alla vendita al dettaglio attraverso bazar e bancarelle, mentre solo una settimana fa erano finiti nei guai cinque commercianti cinesi di “import export” che avevano accumulato una fortuna in beni immobili e di lusso, ma al fisco risultavano sulla soglia di povertà. Le fiamme gialle, in quella operazione, hanno posto sotto sequestro due appartamenti all’Esquilino del valore di oltre un milione.