Roma Capitale, maratona per la riforma dei Municipi

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Fumata grigia ieri pomeriggio in aula Giulio Cesare sulla proposta di riduzione dei Municipi di Roma da 19 a 15, il cui termine ultimo di approvazione resta fissato per il prossimo 10 marzo.

Infruttuose le due ore di seduta aperta dalla presentazione, da parte di alcuni consiglieri del Pd, di una pregiudiziale per il mancato recepimento della delibera da parte della commissione preposta. «Siamo arrivati all’ultimo capitolo di un lungo processo, che permetterà una gestione di Roma e delle sue problematicità in maniera appropriata e peculiare», è stato il preambolo del presidente dell’Assemblea capitolina, Marco Pomarici, che ha fatto solo in tempo a iniziare la spiegazione della proposta prima di mandare i (pochi) presenti a casa, in attesa della prossima convocazione da concordare con i vari capigruppo.

Il problema, ora, è che di date possibili ne restano davvero poche. Difficile che l’Aula riaprà giovedì, in concomitanza con la chiusura della campagna elettorale, impossibile che i lavori riprendano lunedì 25, secondo e ultimo giorno di votazione o tantomeno martedì 26, visto che c’è lo spoglio delle regionali. Più realistico che si torni in Campidoglio giovedì 28 febbraio, quando ci saranno solo altri dieci giorni di tempo per approvare (due volte) il decreto prima che la “patata bollente” finisca nelle mani del prefetto Pecoraro. Insomma non ci sono più margini di “errore” ma soprattutto, ciò che manca ancora oggi, è una volontà chiara di arrivare in porto con una proposta condivisa da tutti i gruppi consiliari.

Non solo sui nuovi confini in senso stretto (a ballare c’è sempre il “nodo” della IX ex circoscrizione, tra smembramento e accorpamento con l’XI, emendamento presentato dal Pd) ma anche sulla necessità vera e propria di “frammentare” il territorio a poche settimane dalle elezioni di fine maggio. «La sensazione è che ci sia ancora tanta, troppa precarietà – dice il piddino Dario Nanni -. Oggi (ieri, ndr) in Aula c’erano troppe assenze, molti consiglieri erano impegnati segreta per la chiusura della campagna elettorale per il Parlamento. Di passi avanti non ne vedo: purtroppo questa discussione andava iniziata almeno un anno fa, fare le corse adesso serve a poco». «L’apertura della discussione sulla riforma è positiva – dichiara invece il capogruppo Umberto Marroni -. Il rinvio al prefetto che rappresenterebbe una sconfitta di tutta l’Aula. Ausppico si trovi una sintesi larga, vista la necessità di avere il quorum dei due terzi, anche perché ad oggi non mi risultano interpretazioni circa la possibilità di posticipare la scadenza di legge».

Diego Cappelli