Si fingeva controllore del fisco per estorcere la mazzetta

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ROMA-Aveva utilizzato le sue competenze e le sue “amicizie” per ordire due truffe a regola d’arte ai danni di due imprenditori. A.G., 50enne consulente del lavoro, sapeva bene che in materia di tasse aziende e società provano spesso ad aggirare i controlli o, al limite, a renderli il più “morbidi” possibile per evitare dolorose stangate. Per questo aveva abbandonato per un attimo il suo vero “ruolo”, vestendo i panni di un funzionario del fisco. Il primo a finire nella trappola è stato Tommaso Di Lernia, già noto per essere stato coinvolto nell’inchiesta “Enav-Finmeccanica” e amministratore delegato della Print Sistem Srl, società alla quale la Selex Sistemi Integrati Spa subappaltava i lavori affidati dall’Enav.

Il sedicente rappresentante dell’agenzia delle Entrate, insieme ad altri complici, ha inscenato una verifica fiscale nei confronti della società, per poi indurre l’imprenditore a pagare una “tangente” di 750mila euro al fine di “convincerlo” a chiudere un occhio. Il consulente del lavoro, in una seconda circostanza, ha invece gestito il piano da dietro le quinte: ha istruito al meglio quattro suoi sodali, che hanno finto un nuovo controllo presso l’azienda di un cliente del suo studio presentandosi con un tesserino di riconoscimento appositamente contraffatto, poi ha suggerito all’imprenditore di pagare una “mazzetta” per alleggerire le possibile conseguenze della verifica fiscale.

Quando l’agenzia delle Entrate ha avviato una vera verifica fiscale nei confronti della Print Sistem Srl sono partite le indagini del nucleo di polizia tributaria di Roma, che hanno scoperto le truffe messe in atto dal consulente del lavoro disonesto.

L’uomo, però, non è stato arrestato solo con le accuse di concussione e truffa aggravata, ma anche di traffico internazionale di stupefacenti: le fiamme gialle, infatti, hanno appurato come l’uomo fosse a capo di un sodalizio criminale, composto per lo più da soggetti di origine calabrese, da tempo trapiantati nella Capitale, attivo nell’importazione di ingenti quantitativi di droga da Santo Domingo e destinati alle piazze di Roma e Milano.

La banda aveva già staccato un assegno di 700mila euro, per far arrivarare a Ciampino un aereo privato pieno di cocaina. Otto, in totale, le persone arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma. Sedici gli indagati.

Diego Cappelli