Municipio XX, catastrofe Pdl: presidente Giacomini in bilico

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Ribaltone in vista nel Municipio XX. Proprio a poche ore dalla tornata elettorale che riguarderà il governo nazionale e quello regionale, ieri c'è stata una clamorosa mozione di sfiducia nei confronti del presidente Gianni Giacomini e della sua Giunta. A firmarla tredici consiglieri: tutti quelli del Pd (il vice presidente del Consiglio Alessandro Cozza, il capogruppo Daniele Torquati, Elisa Paris, Francesco Scoppola, Alessandro Sterpa e Marco Tolli) e gli esponenti di Udc (Daniele Massimini, ex Pdl), Sel (Alessandro Pica), Fratelli d'Italia (Giuseppe Calendino, ex Pdl), Casapound (Andrea Antonini).

Ma soprattutto “pesano” le firme dei consiglieri di maggioranza del Pdl Simone Ariola (presidente del Consiglio), Giorgio Mori e Federico Targa. Nella mozione di sfiducia, che verrà discussa in aula il prossimo 4 marzo, l'Amministrazione municipale viene accusata di aver causato «una rischiosa assenza di stabilità nella copertura di determinati ruoli», ma anche di aver avuto «problemi di trasparenza degli atti amministrativi » e di non aver combattuto adeguatamente «situazioni di illegalità e abusivismo» nel campo edilizio e commerciale.

«La Giunta Giacomini ha le ore contate: dopo anni di battaglie sui contenuti, il gruppo del Pd del XX Municipio, vincerà anche nei numeri» dice Torquati. «In questi quattro anni ne abbiamo viste di tutti i colori: il totale disprezzo per regole democratiche, un continuo svilimento del Consiglio e del ruolo dei Consiglieri, la mancanza di trasparenza e una totale incapacità di amministrare il territorio». Sferzanti i commenti anche dagli altri esponenti dell'opposizione. «Giacomini per quasi cinque anni si è atteggiato a ras del Municipio e ora viene silurato dalla sua stessa maggioranza – ha dichiarato Antonini di Casapound -. Nell’atto sono stigmatizzati una serie di episodi e di comportamenti che rappresentano pressoché un unicum all’interno del Comune di Roma, a cominciare dai cinque direttori avvicendatisi e dai dirigenti allontanati perché non in linea con il presidente».

Il capogruppo dell'Udc Massimini, nel chiedere a Giacomini di dare le dimissioni, ribadisce che la mozione di sfiducia «è la naturale formalizzazione della situazione che si è venuta a creare nel corso delle ultime settimane: in Aula, più volte, è apparso chiaro che il presidente non ha più i numeri per governare, non gode più dell’appoggio della maggioranza ». E la maggioranza? Una dichiarazione ufficiale arriva dal consigliere Pdl Roberto Cantiani secondo il quale la mozione di sfiducia a Giacomini «è il segnale, da parte di qualcuno, che sono cominciate le grandi manovre in vista della campagna elettorale. Poco importa che a farne le spese sia uno dei migliori presidenti di municipio di Roma». Per il deputato Pdl Francesco Giro si è trattato di una «maldestra operazione elettoralistica. Non credo davvero che il presidente Giacomini si possa far intimidire da una simile sortita che ha il chiaro sapore della propaganda».

Tiziano Pompili