«No alla terza cupola Così si ferisce il Tridente»

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Per la fine di aprile, forse all’inizio di maggio o proprio al massimo prima dell’inizio dell’estate. Il countdown per la presentazione ufficiale della “Lucerna”, così come la chiamano gli addetti ai lavori, è già iniziato. Intanto è già possibile vederla, ammirarla e, perché no, esprimere qualche critica.

Fuori contesto, gridano in molti, bellissima, dicono altri, che ne apprezzano le linee ondulate e il carattere “fluido” tipico del postmoderno. Anche se, a pochi metri di distanza, ci sono edifici che hanno sulle spalle secoli di storia. Anche quello che sostiene la cupola o “nuvola”, l’antico palazzo dell’unione militare, che sarà un negozio a quattro piani più piano interrato di Benetton, ne ha più di cento.

Di certo la copertura di vetro e acciaio realizzata dalla Stahlbau Pichler, progettata dall’archistar Fuksas insieme con la moglie Doriana, non passa inosservata. E pensare che tra poco, su quei trecento metri quadrati esposti alla luce del sole, sorgerà un ristorante coi fiocchi.

Finora il progetto, corredato di tutti i permessi necessari, era stato “osteggiato” solo da un abitante del centro, che aveva respinto la possibilità di vedersi spuntare una specie di “mininuvola” proprio davanti alle finestre richiedendo una modifica della struttura, poi ribassata di alcuni metri e riproporzionata “in maniera molto armonica”, come sottolineò all’epoca lo stesso Fuksas.

Adesso, però, a pochi mesi dall’inaugurazione, il clima è totalmente cambiato. L'associazione “Amate l'architettura” proprio ieri ha annunciato una manifestazione di protesta in via del Corso, che si terrà nelle prossime settimane, per dire “no” a «un vero e proprio scempio – sostiene il presidente Giorgio Mirabelli – una sopraelevazione che stravolge e ferisce l'anima del centro storico. Siamo stufi di progetti che continuano a devastare un'area che dovrebbe godere della massima tutela architettonica e urbanistica».

Anche il coordinamento residenti Città storica, che riunisce oltre venti associazioni di quartiere, è sul piede di guerra. Non per l’opera in sé, ma per il “peso” urbanistico su una zona di pregio, totalmente sprovvista di parcheggi e infrastrutture. Un nuovo polo commerciale, che andrà a impattare sul già precario equilibrio del cuore della Città Eterna. «Il centro storico di Roma – dichiara in una nota Adriano Labbucci, candidato di Sel alla Regione Lazio – rappresenta un valore e un patrimonio di inestimabile bellezza che, nel suo genere, non ha eguali. Non può essere deturpato per nessuna ragione al mondo, tanto meno di ordine commerciale. La spaventosa cupola di acciaio e vetro che ricopre uno dei palazzi storici di via Tomacelli dove è stato realizzato il megastore “firmato” Benetton, è una vera e propria ferita aperta nel cuore della città. Deve essere assolutamente rimossa».

dc