Sgominata la banda dei “soliti ignoti” saccheggiavano i ristoranti del centro

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ROMA-Li hanno acciuffati alle prime ore dell'alba di ieri in un locale di viale Trastevere. I carabinieri della stazione Roma Piazza Farnese hanno sgominato quella che alcuni hanno già ribattezzato la “banda del bucatino”, per fare il verso alla più famosa “banda del buco” e per riferirsi al fatto che tra le tappe preferite di questi ladri c'erano i ristoranti del centro storico della capitale. Cinque persone sono finite in manette: tre sono macedoni, uno è kosovaro e l'altro un cittadino della Bosnia-Erzegovina.

Non era facile individuare dove trovarli visto che gli indagati, essendo cittadini extracomunitari irregolari sul territorio nazionale, non hanno una stabile dimora. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto: i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Roma Paola Della Monica che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Paolo D’Ovidio.

L’attività investigativa, denominata convenzionalmente “Topi di Bottega”, ha consentito di procedere all’identificazione degli stranieri e di attribuire a questi gravi indizi di responsabilità per numerosi furti, consumati tra agosto e dicembre 2011, nel centro storico di Roma. Di notte forzavano le serrande di bar e ristoranti, arraffavano gli incassi e altri oggetti preziosi e poi sparivano: azioni rapidissime e compiute da veri “professionisti” del mestiere. I carabinieri hanno diramato una lista dei locali che sono stati “visitati” dalla banda, i cui componenti ora sono nel carcere di Regina Coeli.

Tra questi c'è il ristorante “Tre Scalini” di piazza Navona, con tre colpi eseguiti nel giro di poco più di un mese che hanno fruttato circa 15mila euro. Circa seimila euro, invece, hanno fruttato le rapine al ristorante “Il Panzirone” (anch'esso a piazza Navona), al bar “Calo” sito in Circonvallazione Gianicolense e al “Big Bar” di via Conte Verde. Sostanzioso (5mila euro) anche il colpo al bar tabacchi “Haijang” di via Principe Eugenio e abbastanza ricco (3.200 euro) pure quello al bar “La Torre Argentina” dell'omonima via. Ma i carabinieri riportano anche due tentativi di furto non andati a buon fine da parte della banda e altri tre colpi dal magrissimo bottino. Ora i cinque sono in cella: i locali commerciali del centro storico sono un po' più sicuri.