Crisi del Municipio XX, Giacomini: «Mi dimetto»

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Due giorni dopo la presentazione di una mozione di sfiducia corredata dalle firme di tre consiglieri Pdl, il presidente del XX Municipio Gianni Giacomini annuncia l’intenzione di dimettersi.

«Forse sono proprio io stesso a non voler ricompattare questa presunta frattura – ci dice il minisindaco – originata, e questo è chiaro, da motivi del tutto pretestuosi, a soli tre giorni dal voto. Dovrei forse rispondere della mancata lotta all’abusivismo commerciale? E’ evidente che c’è qualcuno che nutre altre aspettative e non vuole esprimere una semplice critica del mio operato. Non mi riferisco all’opposizione, che continua a fare il proprio mestiere, ma a chi sbandiera un’appartenenza che in realtà esiste solo quando fa comodo. Io, per mia natura, non sono una persona che cerca accordi sottobanco o che accetta di essere asservita in cambio di premi o promozioni: per questo non sono intenzionato a convincere chi mi ha votato contro a fare un passo indietro, non ci tengo minimamente. Ma c’è anche da sottolineare che non sono certo io ad aver fatto una brutta figura nei confronti degli elettori, e questo verrà sicuramente ricordato quando ci sarà da votare un nuovo presidente di Municipio. Sono pronto a farmi da parte, adesso, e a ripresentarmi a fine maggio».

Chiaro il riferimento agli “alemanniani” Ariola e Mori e a Targa, vicino alla corrente di De Lillo, i tre pidiellini dissidenti che a tutti gli effetti hanno dato inizio al “ribaltone”. Ma c’è anche chi non si fida, e pensa che le dichiarazioni di Giacomini siano solo “fumo negli occhi”. «In ogni caso noi il 4 marzo voteremo la sfiducia: mi sembra molto più che probabile ma non si sa mai – dice il consigliere Pd Alessandro Cozza -. Giacomini dovrebbe presentare le dimissioni in Consiglio e a quel punto dovrebbero passare venti giorni per l’efficacia: non vogliamo aspettare, è ora che questa Amministrazione si faccia definitivamente da parte. Le ambizioni dei “dissidenti”? Non credo che il motivo sia quello».

Tra due settimane l’epilogo della vicenda: quel che appare certo, è che in ogni caso Giacomini a fine maggio punterà di nuovo alla presidenza. E già ha iniziato ad “aprirsi la strada”, inviando ai residenti una lettera in perfetto stile “Berlusconi”. Che forse rispetto a quella del Cavaliere ha suscitato meno polemiche, ma di certo non si è risparmiata qualche critica.

«Tutta falsità propagandistica – scrive Vincenzo Pira, coordinatore Pd del XX Municipio, che conferma di aver trovato nella sua cassetta della posta ben due buste sigillate firmate dal minisindaco. A quanto pare Giacomini si vergogna di far parte di un partito politico che fin qui si è dimostrato un fallimento totale, ma nonostante questo rilancia la sua candidatura, contro tutto e contro tutti. I cittadini del XX municipio, però, devono essere consapevoli che è ora di smetterla con le lamentele e assumere la responsabilità di promuovere un reale cambiamento, eleggendo persone oneste e competenti. Non bisogna più fidarsi delle promesse».

Diego Cappelli