Residence ‘‘a peso d’oro’’, l’Unione Inquilini denuncia il \’\’business\’\’ degli alloggi temporanei

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Un'assoluta carenza nel settore delle politiche abitative. I numeri parlano chiaramente a sfavore del Comune di Roma. Sono tantissimi (circa 30mila) i romani in graduatoria per avere in affitto una casa popolare, ma di questi il Campidoglio riesce ad “accontentarne” solo 150 all'anno.

E i costi per le casse pubbliche sono esorbitanti, visto che il Comune ha scelto di piazzare queste persone all'interno di residence che costano poco meno di trenta milioni di euro all'anno tra affitto, servizi ed Iva dando ospitalità a circa 1200 persone. Addirittura per tagliare qualche spesa Roma Capitale nell'ultimo anno ha pensato bene di accollare i costi di gestione agli ospiti dei residence, risparmiando poco più di un milione.

Ma questi dovevano essere alloggi momentanei, utilizzati in casi di emergenza, ossia in presenza di sfratti o sgomberi forzosi per pubblica utilità. Invece le persone che vi finiscono e che dovrebbero rimanere solo per qualche mese, trascorrono anni all'interno di abitazioni tra l'altro non certo di lusso come potrebbero far pensare i canoni di locazione, spesso piccole e talvolta insicure. Insomma un business a tutti gli effetti, in special modo per i privati che stipulano gli accordi col Comune di Roma.

Secondo uno studio fatto da Unione Inquilini e ripreso anche da “Repubblica”, per ogni alloggio il Comune sborsa in media oltre 2140 euro al mese, con punte di 4200 euro, per appartamenti che spesso non vanno oltre i 30 metri quadri e contratti di affitto stipulati con privati spesso con la formula 6+6. Fanno scalpore i casi di Val Cannuta dove sono ospitate 500 persone (costo per le casse comunali di 3,7 milioni) o Valle Porcina dove vivono 255 persone al costo di 3,5 milioni. Balza agli occhi, invece, il record del “lussuosissimo” (solo cifre alla mano) residence di Pietralata dove 33 nuclei familiari costano a Roma Capitale circa 1,65 milioni l'anno, 4200 euro al mese a testa.

A sorpresa tra i locatori spuntano anche nomi eccellenti come la Ten Immobiliare di Francesco Totti, Stefano Capricci, proprietario di Euronics, Marco Fabio Marenghi Vaselli, erede del conte Vaselli. «Con queste cifre, al di fuori del mercato, il Comune avrebbe potuto non solo garantire assistenza al triplo delle persone, ma anche improntare un programma articolato di edilizia pubblica» ha dichiarato Luigi Nieri, candidato a sindaco alle primarie del centrosinistra.

Sulla stessa linea d'onda Massimo Pasquini dell'Unione Inquilini: «Abbiamo formulato un dossier, dove venivano elencati i patrimoni immobiliari sfitti degli enti previdenziali e che il Comune poteva affittare, o addirittura comprare, risparmiando circa la metà di quanto spende per i residence, ma nessuno in Campidoglio ci ha ascoltato».

Tiziano Pompili

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