Umberto I, lavori fermi al reparto di oncologia pediatrica

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Strutture inadeguate e tante promesse mai mantenute, è passato più di un anno ormai. È questa la situazione in cui verte il reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma.

A denunciarlo le associazioni Inter Club e Belli de Roma che, da diversi anni, operano con amorevole dedizione a sostegno del reparto. I lavori sono ancora in alto mare, nonostante le due aziende private (che a loro tempo si occuparono della parte più onerosa del restauro) abbiano terminato già da tempo le loro mansioni. La restante parte, ossia la posa dei tubi di ossigeno e l’impianto elettrico affidata alle istituzioni (Regione Lazio per i costi e Policlinico per i Bandi di Gara), è tuttora incredibilmente ferma.

È questo lo scenario inquietante e fatiscente che si presenta agli occhi di chi quotidianamente per lavoro o per necessità si trova nel reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma. Una condizione insostenibile e inaccettabile, in particolar modo per tutte quelle famiglie che vi si trovano per curare i propri bambini, bisognosi non solo di dottori e macchinari all’altezza, ma anche e soprattutto di un ambiente idoneo ad ospitarli. Ormai da più di un anno, il reparto è in fase di ristrutturazione, e osservando lo stato attuale dell’opera, è quasi impossibile stabilirne orientativamente una data di termine. Come sostengono le due associazioni Inter Club e Belli de Roma ‹‹…rifiutiamo di credere che ci sia di mezzo la burocrazia, la politica o peggio ancora le elezioni, non vogliamo neanche immaginare situazioni peggiori, ma qualunque sia il motivo dell’attuale status, vedere una struttura come quella, lasciata a metà, è gravissimo!››.

Attualmente il reparto di oncologia pediatrica è appoggiato ad un’ala di un altro reparto che, per spazi e strutture, è tre volte più piccolo del dovuto. I bambini e le loro famiglie sono costretti a trascorrere mesi in stanza con altre famiglie. Perfino i dottori non hanno più le proprie stanze, costretti a dislocare materiali e quant’altro in giro per i corridoi del reparto per terra o, addirittura, adibendo le portantine a ripiani su cui poggiare scatoloni.  

Martina Giovannini