Malagrotta, indagini su inquinamento: alcuni pozzi inagibili da anni \’80

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Oggi Valle Galeria è conosciuta come territorio contaminato dall’inquinamento ambientale, come lamentano da anni i cittadini che abitano o lavorano nella zona, ma le indagini sui terreni sono cominciate solo da pochi giorni.

Il servizio di Spazioconsumatori.tv “Inquinamento a Malagrotta. L’ora della verità si avvicina” mostra con immagini esclusive i tecnici del Politecnico di Torino intenti ad effettuare misurazioni in alcuni del pozzi che circondano la discarica di Malagrotta.

“Ricordiamo – spiega Codici, l’associazione a difesa dei consumatori – che la nuova perizia è stata disposta dal Consiglio di Stato dopo un ricorso presentato dal Codici. L’esito di queste analisi potrebbe essere decisivo per accertare l’eventuale presenza di elementi inquinanti, gli stessi elementi che i cittadini denunciano da anni. Un cittadino che vive a circa 300 metri dalla discarica racconta di non poter usare il suo pozzo, perché l’acqua è inquinata.

Ma non è sempre stato così. Era l’inizio degli anni 80 quando sono state effettuate le analisi sull’acqua, considerata potabile. Poi dopo 4 o 5 anni (siamo intorno al 1984/5) al proprietario del pozzo è stato intimato di staccare l’acqua, perché molto inquinata. Quella stessa acqua, infatti, non era più utile neanche per irrigare. Per questo motivo quei terreni non sono stati più coltivati, il rischio che fosse inquinata anche la terra era troppo alto secondo il cittadino intervistato. E come dargli torto?".

“Da troppo tempo i cittadini sono preoccupati per la loro salute – commenta Marisa Barbieri, Responsabile Codici – Ricordiamo l’importante studio condotto dall’Università di Roma Tre, che ha registrato in questo territorio un tasso di mortalità superiore del 28% alla media romana. E proprio contro queste morti sospette il Codici sta lanciando un’azione collettiva popolare”.

"Anche la testimonianza di un secondo cittadino è allarmante – si legge nel comunicato – visto che ipotizza un tasso di mortalità ben superiore del 28%, calcolato sulle morti e le malattie di persone di sua conoscenza. La sua storia, purtroppo, è comune a molte persone della zona: racconta di aver avuto problemi alla parotide, di aver subito due interventi per due tumori di warthin con relative recidive, vista la delicatezza della ghiandola colpita. Perché allora non andar via? È quello che sta provando a fare, ma non è così facile se si ha un’attività da mandare avanti, che magari è l’unica fonte di sostentamento di un’intera famiglia".