Ultima udienza di Ratzinger. A San Pietro fervono i preparativi

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In una piazza San Pietro blindata tutto è pronto per l’ennesimo “banco di prova” che il sistema organizzativo della Capitale si trova a fronteggiare, in occasione dell’ultima udienza, che coincide anche con l’ultima apparizione pubblica, di Benedetto XVI, prevista per domani alle 10.30 in piazza San Pietro.

Il piano sicurezza predisposto dalla questura nei giorni scorsi, in occasione dell’Angelus del 17 febbraio e dell’ultimo di domenica scorsa, proseguirà senza sosta, e ovviamente potenziato, anche domani quando la città si troverà a dover accogliere circa 250.000 persone tra turisti, pellegrini, delegazioni di capi di Stato stranieri, ambasciatori, che accorreranno per portare un ultimo saluto al Papa.

Dalla questura giunge l’ipotesi di un’area di massima sicurezza intorno a San Pietro, una sorta di “zona rossa” che potrebbe essere allargata in base all’imponenza dell’afflusso di turisti. Domani i 30 tiratori scelti arrivati da tutta Italia continueranno ad assicurare un capillare controllo dai tetti di alcuni edifici adiacenti al Vaticano, mentre 2000 agenti, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, controlleranno l’area pur senza offrire alla zona un assetto militarizzato. Artificieri scruteranno, ancora una volta, tombini, cestini portarifiuti e persino le rive del Tevere servendosi di apparecchiature che segnalano la presenza di esplosivo.

Anche l’Ama impiegherà la propria task-force composta da 95 operatori e 30 mezzi, impegnati ad effettuare la pulizia e il lavaggio dei porticati di via della Conciliazione al fine di garantire il decoro di tutta l’area. Ed è di qualche giorno fa l’invito rivolto dal sindaco Alemanno agli abitanti della capitale a non usare la macchina, in vista della giornata “di fuoco” prevista per domani. Ci si augura che durante l’udienza di Samantha De Martin Il commiato del Papa di domattina tutto fili liscio come domenica scorsa quando, in una piazza San Pietro avvolta da striscioni, flash e bandiere, percorsa da una babele di lingue, tappezzata di cartelloni con gli affettuosi messaggi degli oltre 100.000 pellegrini accorsi ad assistere all’ultimo Angelus di Benedetto XVI, i meccanismi della macchina messa in moto dalla perfetta sinergia tra questura, Campidoglio e prefettura sono apparsi in tutta la loro efficienza, funzionando al meglio, senza vistosi cigolii.

Lo spiegamento di circa 600 addetti alla sicurezza ha fatto sì, infatti, che, sin dalle prime ore del mattino di domenica l’abbraccio di fedeli giunti da ogni parte del mondo crescesse con ordine e sicurezza, per poi sciogliersi, pochi minuti dopo la fine dell’Angelus, nel deflusso rapido e composto dei pellegrini, senza troppi disagi per la circolazione. Circa 600 agenti hanno presidiato l’area intorno alla basilica, mentre uomini della Digos in borghese, infiltrati tra i fedeli assicuravano l’ordine nelle viscere della piazza. Dall’alto un elicottero occhieggiava su vicoli e fedeli già prima dell’inizio dell’Angelus. Da piazza Risorgimento a San Pietro, da piazza Pio XII a via della Conciliazione circa 300 volontari della Protezione Civile hanno assistito turisti e pellegrini, mentre i 120 vigili urbani impegnati a San Pietro hanno assicurato ordine alla viabilità in tutta l’area nei dintorni della basilica.