«Maledetti treni mai puntuali», la quotidiana via crucis dei pendolari

0
74
 

Una quotidiana via crucis su rotaie. Ecco l’amara realtà vissuta ogni giorno dai tanti cittadini che usufruiscono dei servizi di trasporto ferroviario regionale.

E’ un popolo molto folto quello degli utenti del trasporto pubblico su ferro del Lazio che rappresenta un quinto dei pendolari italiani. Secondo i dati di Legambiente relativi al 2012, infatti, 560mila cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 chilometri delle ferrovie laziali. E la loro pazienza, come testimoniano le segnalazioni raccolte dall’Osservatorio Trasporto del Codici, è messa costantemente a dura prova da una lunga lista di disservizi.

In tanti si sono rivolti all’associazione per denunciare situazioni di disagio e criticità e a suscitare la maggior parte delle lamentele sono i continui ritardi dei treni che servono le linee FR5 Roma-Civitavecchia e FR1 Roma-Fiumicino. Dalle segnalazioni ricevute dal Codici emerge un quadro sconfortante soprattutto per quanto riguarda la tratta Orte – Fiumicino Aeroporto (FR1) dove si sono registrati tre ritardi consistenti nell’ultimo mese, «senza contare – sottolinea l’associazione – i minuti che i pendolari sono costretti a perdere quotidianamente. Spesso il treno si blocca sulla linea per guasti vari o per problemi non specificati. Molti cittadini lamentano un accumulo di minuti di ritardo, quasi quotidiano, alla stazione Ostiense, anche se il ritardo non raggiunge mai tempi eccessivi».

Grazie alle segnalazioni dei pendolari, il Codici traccia una recente cronistoria dei ritardi partendo dallo stop del 13 febbraio a Ostiense, «un blocco della circolazione che ha dell’incredibile – afferma l’associazione – con i passeggeri costretti a rimanere fermi per 25 minuti sul treno per Fiumicino delle 9.48. Semplice quanto paradossale: il motivo: il macchinista non si è presentato al cambio turno. Inutile la chiamata al settore di appartenenza, visto che è stato necessario interpellare un altro settore per rimediare». Il giorno successivo altro stop sempre a Ostiense: nella fascia serale, quella del ritorno a casa di molti pendolari, il treno è rimasto fermo almeno 10 minuti. Il 20 febbraio il ritardo è stato di appena cinque minuti, «niente in confronto a ritardi più eclatanti – commenta il Codici – ma comunque pesanti per chi li subisce quasi quotidianamente».

Due giorni fa il clou: furti di rame tra le stazioni di Ostiense e Ponte Galeria hanno causato disagi per ben tre ore. Non se la passano meglio gli utenti della FR5 Roma – Civitavecchia che lamentano spesso ritardi, soprattutto in fascia serale. «Il più eclatante – rileva l’Osservatorio Trasporto del Codici – è stato quello del 20 febbraio, quando il treno da Maccarese ha registrato circa un’ora di ritardo». Anche per questa linea i ritardi sono pressoché quotidiani: ieri, per esempio, le segnalazioni giunte all’associazione parlavano di 9 minuti di ritardo nelle fermate Civitavecchia, Santa Marinella e Santa Severa. Il treno era quello che parte alle 5:05, «importante per molti pendolari che a quell’ora si recano al lavoro», fa notare il Codici. Si registrano anche 10 minuti di ritardo nelle stazioni San Pietro e Trastevere, 8 minuti a Ostiense e 9 a Termini (treno che, se in orario, parte da Civitavecchia alle 7:28).

Infine, 12 minuti alla stazione Aurelia e Tuscolana, 11 minuti di ritardo a San Pietro. «Presi singolarmente questi ritardi non sono certo drammatici – commenta l’associazione – ma, considerando la loro frequenza praticamente quotidiana, la situazione diventa molto spiacevole». Il presidente del Codici, Ivano Giacomelli, lancia dunque un appello ai cittadini perchè continuino a inviare le loro segnalazioni. «In questo modo – conclude Giacomelli – il nostro Osservatorio Trasporti può aggiornare continuamente la situazione dei disservizi delle ferrovie regionali e pungolare i vertici della Rete Ferroviaria Italiana affinchè migliorino le condizioni di viaggio dei numerosi pendolari laziali».

Ester Trevisan