Ostia, colpo grosso in gioielleria. Proprietario preso in ostaggio

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Maxi colpo alla gioielleria Trieste di corso Duca di Genova, nel centro di Ostia. Una banda formata da tre uomini e una donna ha prima sequestrato, legandolo e imbavagliandolo, e poi rapinato di preziosi per un valore di circa 100mila euro un gioielliere. Messa a segno la rapina il commando, che ha agito con estrema rapidità disattivando e asportando il sistema di registrazione delle videocamere di sorveglianza, è fuggito. In queste ore gli investigatori sono al lavoro per accertarsi della presenza di altre telecamere sulla strada che possano aver ripreso i malviventi. Per la vittima sono stati interminabili momenti di terrore, immobilizzato e sotto il tiro della pistola dei criminali che hanno molto probabilmente studiato il colpo nei minimi dettagli.

Ma ecco i fatti. Alle 20.08 di martedì sera un passante nota attraverso la vetrata della gioielleria il negoziante: l’uomo è a terra, i polsi e le caviglie legati con del nastro adesivo da imballaggio. Per impedirgli di chiedere aiuto e ritardare così l’arrivo della polizia i rapinatori gli hanno messo lo scotch anche sulla bocca. Il passante intanto si rende subito conto della situazione e allerta il113.

Dal commissariato Lido di Ostia partono le volanti che arrivano sul posto in una manciata di minuti. Il gioielliere, Armando Anzini, 67 anni, viene liberato e agli agenti, ancora sconvolto, riferisce l’accaduto. Poco prima dell’orario di chiusura nello storico negozio al civico 285 di corso Duca di Genova si presentano quattro persone. Una coppia e due uomini. Sembrano dei normali clienti. Sono a volto scoperto. Parlano in italiano sebbene tre di loro potrebbero essere degli stranieri. E all’improvviso il gioielliere si ritrova la pistola puntata contro la testa. Lo minacciano di morte e gli intimano di aprire subito la cassaforte. Senza perdere tempo. Alla vittima non resta che obbedire.

Dopo averla aperta, due di loro lo bloccano legandolo mentre uno dei complici disattiva l’impianto di videosorveglianza. Il quarto complice, intanto, ripulisce in un attimo la cassaforte. Asporta tutti i gioielli custoditi all’interno e anche quelli disposti nei plateaux nelle vetrine. La banda a quel punto infila la porta e si dilegua nella notte. Ai poliziotti diretti dal primo dirigente Antonio Franco si affiancano i colleghi della scientifica che effettuano i rilievi in cerca di indizi utili all’identificazione dei rapinatori. Ieri sbalordimento e preoccupazione tra i negozianti della strada, una delle più commerciali di Ostia.

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