Albano, tornano i camion in discarica e scatta la protesta

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I camion strapieni di “monnezza de Roma” tornano impietosi in quel di Albano e Viterbo. A confermarlo senza troppi fronzoli è il presidente dell'Ama Benvenuti, commentando la notizia dell'effettiva operatività del famigerato decreto Clini.

Operatività tornata viva in seguito alla decisione del Consiglio di Stato di una settimana fa, il quale aveva accolto il ricorso presentato dal ministro dell'Ambiente contro l'ordinanza del Tar Lazio che aveva sospeso il decreto sul trasferimento dei rifiuti della Capitale nei 4 siti della regione.

Un pronunciamento da record e particolare nella tempistica, quello del “CdS”, arrivato pochissime ore dopo il deposito del ricorso dello stesso Clini. Questo il quadro degli ultimi giorni di passione. Il presente dunque vede gli automezzi con l'immondizia capitolina entrare alle porte di Roncigliano: una realtà che da quelle parti qualcuno già sapeva, tanto da mimetizzarsi tra i cespugli e scattare foto dell'ingresso dei camion in discarica. Un segno tangibile di quanto cittadini e associazioni siano attenti agli ultimi accadimenti e desiderosi di esprimere contrarietà al mal digerito decreto, il SalvaRoma. E non a caso la prossima mossa di sensibilizzazione è imminente: per domani infatti i comitati No Inc hanno organizzato l'ennesimo sit di protesta (pacifica e civile) all'entrata della discarica intercomunale di Albano.

«Sarà il nostro modo – tuona il referente Castri – per confermare ancora una volta l'impegno contro l’Inceneritore dei Castelli, contro il settimo invaso distante 175 dalla prima casa, contro il decreto spalma spazzatura romana, e a favore della riduzione, riciclo e riuso». Castri, infine, ritorna sulla recente decisione del Consiglio di Stato: «Il tribunale mostra tempi singolari. Già a marzo 2012 proprio Clini aveva rivelato a commissione parlamentare ecomafie e stampa l’esito della sentenza relativa all’inceneritore di Albano. La cosa incredibile è che la sentenza ancora non era pubblica. Anche in questa nuova occasione, deposita alle 9 di mattina i tre ricorsi contro la decisione del Tar Lazio e nel pomeriggio, senza neanche convocare le controparti per il diritto di difesa, arriva una nuova decisione. Con un sol colpo è stata negata la parola a Provincia di Frosinone, Comune di Colfelice e altri 87 comuni dell’area, e al Comune di Albano».

Marco Montini