Cinecittà in corteo ricorda Roberto

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Oltre cento persone hanno sfilato ieri a Cinecittà per ricordare Roberto Scialabba, attivista di estrema sinistra assassinato il 28 febbraio 1978, esattamente 35 anni fa, da un commando armato dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) in piazza San Giovanni Bosco.

Fumogeni rossi, musica reggae da un furgoncino che precede i manifestanti, e cori, tanti cori partigiani e antifascisti: ‹‹Roberto è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai››, hanno cantato. La manifestazione è partita da via Calpurnio Fiamma, di fronte a uno stabile che Roberto e compagni avevano occupato ai tempi. Una delle prime occupazioni della capitale, fu sgomberata dalle forze dell’ordine il giorno stesso dell’omicidio di Scialabba: oggi lì, ironia della sorte, c'è una banca.

‹‹E’ importante ricordare Roberto oggi, – spiegano i manifestanti – perché commemorando lui oggi ricordiamo anche tutte le lotte comuniste e antifasciste››. E Roberto, parola di chi ieri ha voluto manifestare per lui, vive ancora. «Vive nelle lotte sui posti di lavoro, nelle lotte per la difesa dei territori dall’assalto vorace del capitale. Vive a Roma, in Val Susa, in Palestina, in un Cie. Roberto vive nelle lotte».

Le decine di manifestanti, partiti come dicevamo da via Calpurnio Fiamma, si sono poi diretti a piazza Piazza San Giovanni Bosco, per portare dei fiori e apporre la targa commemorativa. ‹‹Cinecittà non dimentica››, c’è scritto sotto il nome di Roberto Scialabba, ‹‹ucciso da mano fascista››.

La manifestazione è stata organizzata da vari comitati e associazioni che operano a Cinecittà. Ha aderito anche la Rete dei Comunisti di Roma, che ha voluto sottolineare l’attualità dell’antifascismo all’epoca dei fascismi del terzo millennio. E basta ricordare i vari episodi di cronaca che si sono succeduti per notare come a Roma, negli ultimi 5 anni, ci sia stata una forte recrudescenza della lotta politica.

Dagli scontri fra studenti fascisti e comunisti in piazza Navona nel 2008 all'irruzione di Casapound durante il comizio di Ruotolo a Frosinone. E in mezzo altri tafferugli nel corso di una manifestazione studentesca nel 2010, le invasioni squadriste dello scorso autunno nei licei romani occupati. E quel pomeriggio di ordinaria follia a Casalbertone, un anno fa, quando alcuni militanti di Casapound aggredirono degli attivisti di sinistra con caschi e spranghe.

Davide Lombardi